Adria Nuoto, braccio di ferro con il Comune per i crediti sui lavori della piscina

Martedì 25 Agosto 2020

ADRIA  - Si preannuncia un autunno caldo sul fronte della piscina comunale. Sciogliere il nodo degli impianti natatori di via Lampertheim potrebbe rivelarsi un'impresa più complicata del previsto per l'amministrazione comunale. In attesa del nuovo bando, in ballo non c'è solo la prosecuzione del rapporto per un anno con l'attuale gestore, il Consorzio Innova, o la scelta di un nuovo soggetto, Padova Nuoto o Rhodigium, ma anche i presunti crediti vantati da Adria Nuoto, la società che ha gestito la piscina di Adria dagli albori fino all'estate del 2018. Adria Nuoto, dichiarata fallita nell'ottobre dello scorso anno, vanterebbe un credito di oltre 500 mila euro nei confronti del Comune. In questo caso la richiesta, reiterata più volte nel corso degli anni, potrebbe essere avanzata dal curatore fallimentare.
IL MAXI CREDITO
Per la cronaca l'adunanza dei creditori Adria Nuoto si è svolta il 9 luglio scorso. La diatriba tra Adria Nuoto e palazzo Tassoni è datata. Più volte i biancorossi avevano chiesto al Comune la corresponsione di 500 mila euro a titolo di rimborso delle spese sostenute per le utenze, le spese di gestione e per le manutenzioni straordinarie nel periodo 2008-2013. Si tratterebbe di alcune migliorie ed alcuni ampliamenti che Adria Nuoto aveva promosso negli anni, con il beneplacito della pubblica amministrazione, e che il Comune, proprietario della struttura, non aveva mai contabilizzato e che solo negli ultimi anni aveva contestato.
AZIONE DI RIVALSA
Palazzo Tassoni, infatti, solo nell'ultimo periodo, a fronte di queste richieste aveva sempre risposto picche, rilanciando e minacciando azioni di rivalsa. Proprio per cercare di uscire dal braccio di ferro, il Comune si era affidato ad uno studio legale per acquisire un parere stragiudiziale al fine di definire i rapporti dopo che gli incontri tra le parti non erano andati a buon fine. Adria Nuoto nel corso degli anni avrebbe eseguito direttamente alcuni interventi urgenti e improcrastinabili, per un importo complessivo di 180.466,09 euro senza preventiva formale autorizzazione e senza adeguati controlli tecnici preventivi e a consuntivo da parte dell'ente.
IL CONTENZIOSO
Motivo per il quale, nel rispetto di quanto stabilito in convenzione, i lavori migliorativi e le modifiche apportate senza la prevista autorizzazione scritta, secondo gli uffici comunali, diventerebbero automaticamente di proprietà dell'ente senza che il gestore (Adria Nuoto) possa vantare nessun diritto ed in conseguenza alcun riconoscimento delle spese sostenute. Secondo gli uffici, inoltre Adria Nuoto aveva anche acquistato un fabbricato ad uso residenziale in via Ermont in previsione di un ampliamento dell'ingresso della piscina comunale, ma soprattutto per aumentare gli spazi a parcheggio per un onere di 400 mila euro. Spese di cui il Comune non si è mai fatto carico. 
NUOVA VASCA
Anzi l'amministrazione comunale aveva sollecitato Adria Nuoto ad ottemperare ai propri obblighi ovvero a costruire una nuova vasca, prevista quale adempimento a suo carico nella convenzione stipulata nel 1996, mai realizzata o pagare a titolo di indennizzo una somma pari all'importo relativo alla costruzione e messa in funzionamento della struttura.

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