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Pesca nel Delta, dopo due anni di "guerra" firmata la pace: la Provincia dà il via libera ai permessi

Sabato 11 Giugno 2022 di Anna Nani
Pesca nel Delta, dopo due anni di "guerra" firmata la pace: la Provincia dà il via libera ai permessi

PORTO TOLLE - Dopo due anni di contenzioso sembra essere stata messa la parola fine sulla questione dei permessi di pesca nelle lagune del Delta. La Provincia di Rovigo ha reso noto di aver ultimato tramite il proprio ufficio Pesca l’iter per la concessione dei nulla osta al rilascio dei permessi agli operatori del settore per l’esercizio dei diritti esclusivi di pesca negli scanni e lidi che vanno dalla Sacca di Scardovari alla Bocca del Po di Maistra. Sono una quarantina le persone che da oltre due anni attendevano l’attribuzione del permesso per poter andare a lavorare e garantire così reddito alla propria famiglia. Un lungo braccio di ferro che aveva visto da una parte l’allora presidente Ivan Dall’Ara e il direttore generale della Provincia Maria Votta Gravina, sostenere che la proroga dei diritti esclusivi in capo al Consorzio pescatori del Polesine fosse da considerarsi illegittima e dando un motivo valido per non dare corso al nulla osta dei permessi; dall’altro i legali della struttura consortile, Tania Bertaggia, Giampietro Berti e Federico Carricato, che sostenevano le ragioni dei vongolari con tanto di ricorsi al Tar.
Dopo la sentenza del Tar che intimava alla Provincia di procedere entro 90 giorni alla firma degli atti, a febbraio era quindi arrivata la sentenza del Consiglio di Stato che aveva ribaltato la situazione. Da quella nuova situazione di stallo era stato aperto un nuovo tavolo istituzionale concordato col Prefetto dove il nuovo presidente della Provincia Enrico Ferrarese e il consigliere con delega alla pesca, nonché sindaco di Porto Tolle, Roberto Pizzoli avevano cercato la quadra con il Consorzio. Alla luce sia dei principi giuridici sanciti dalla giurisprudenza amministrativa, sia del confronto avviato con il Ministero delle Politiche agricole e con la Regione, anche alla luce della nuova Carta ittica regionale è infine arrivata la soluzione. Come spiega in una nota la Provincia: «Sulla base del quadro giuridico vigente e delle suddette considerazioni, l’amministrazione provinciale ha proceduto allo sblocco delle procedure per il rilascio dei permessi di pesca in argomento ma, soprattutto, più in generale l’avvio di un processo di rivalutazione dei rapporti convenzionali in essere tra i due enti, finalizzato a garantire, in un’ottica di contemperamento dei valori coinvolti, l’applicazione dei principi di trasparenza previsti dall’ordinamento, di congruità nella determinazione del canone convenzionale, di salvaguardia del tessuto produttivo e dei livelli occupazionali del territorio, di sviluppo economico-sociale del settore e di tutela ambientale dell’ecosistema".

Ultimo aggiornamento: 18:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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