Le parole del Papa volano sul Delta nella Cappella vivente

Lunedì 5 Ottobre 2020 di Enrico Garbin
Il collegamento in diretta con Papa Francesco che ha

Solo nei prossimi giorni si potrà davvero apprezzare l’importanza e il valore anche in termini di promozione che, ieri, ha avuto l’inaugurazione della cappella vivente Laudato Sì all’interno del giardino botanico di Porto Caleri. Chi ha preso parte all’evento si è trovato a vivere solo alcuni frammenti di un evento che sarà montato e mostrato nella sua interezza da Rai e Tv2000 ed è destinato a raggiungere un pubblico a livello mondiale.
PAPA FRANCESCO
Il primo tassello di questo mosaico, e non poteva essere altrimenti, è stato il momento in cui, durante l’Angelus domenicale, Papa Francesco ha parlato proprio di quanto stava per accadere a Rosolina Mare, nel Delta del Po. Un luogo scelto perché, dando concreto seguito a quanto scritto dal pontefice nell’enciclica Laudato si’, qui è stato individuato il giusto equilibrio tra la presenza dell’uomo e la tutela del territorio, tanto da essere diventato Parco e aver ottenuto il riconoscimento dall’Unesco quale patrimonio dell’umanità. Ma non solo: nel giorno di san Francesco si è anche concluso l’anno di preparazione per il centenario della fondazione Stella Maris, l’organizzazione cattolica al servizio dei marittimi, dei pescatori e delle loro famiglie in tutto il mondo, è stata riconosciuta l’importanza delle attività di pesca per la tutela degli equilibri del Delta del Po.
CARDINALE TURKSON
«Fin dalla prima pagina della Laudato si’ papa Francesco spiega che la violenza commessa contro gli uomini è anche contro la natura, mentre quando nei loro cuori c’è amore, si riversa anche nell’ambiente - ha spiegato il cardinale Peter Turkson - quando Caino uccise il fratello Abele, fu perché si rifiutò di custodire ciò che Dio gli aveva dato, così oggi l’uomo si deve assumere la responsabilità di custodire la terra, l’ambiente, le risorse che gli sono state affidate».
SENSIBILIZZAZIONE
Se dal 2015 la Laudato si’ ha messo al centro dell’attenzione la necessaria riconciliazione uomo-territorio, il messaggio è stato raccolto prima di tutti dai giovani, da quelli del Friday for Future alle tante forme di associazionismo ambientalista, ma ha iniziato a far breccia anche nelle istituzioni politiche ed economiche che si sono trovate a dover cambiare paradigmi di fronte ai sempre più evidenti effetti dei cambiamenti climatici, che portano con sé tutta una serie di altre conseguenze. Come gli incendi e le isole che stanno sparendo nell’oceano di cui ha parlato l’ambasciatrice australiana Chiara Porro, o le campagna contro il nucleare condotte dal premio Nobel Beatrice Finh come parte di una strategia per un più razionale uso delle risorse a livello mondiale. Con una rapida carrellata spostandosi dai terreni della politica a all’economia, dall’arte all’impegno umanitario, e da un continente all’altro, la presentatrice Eugenia Scotti ha mostrato come le istituzioni, la Regione con il presidente Luca Zaia, i comuni con il sindaco Franco Vitale, Veneto Agricoltura con Alberto Negro e il prefetto Maddalena De Luca, siano ormai consapevoli che la tutela del territorio sia una chiave per lo sviluppo sostenibile. E così le banche, con Giovanni Vianello di Banca Adria e Renzo Simonato di Banca Intesa, che hanno creato linee di credito specifiche non solo per i progetti di sviluppo del territorio, ma in particolare per quelli che prevedano determinate specifiche di sostenibilità.
CAPPELLA VIVENTE
Quanto alla cappella vivente, la seconda delle sette previste - la prima è stata aperta a Roma tra marzo e aprile - l’architetto Mario Cucinella ha spiegato come l’armonia uomo-natura è stata resa con una struttura dal basso impatto visivo e ambientale, ben calata nella natura del giardino botanico e della laguna di Caleri su cui si affaccia, facendo dialogare terra e acqua, con il cerchio illuminato sospeso che simbolizza la luce ma anche la finitezza delle risorse presenti nella terra. Attorno alla cappella, consegnate al cardinale Turkson dai bambini, sono state innaffiate e benedette alcune piante provenienti dal giardino romano Laudato si’, destinate a crescere e a moltiplicarsi con l’obiettivo di arrivare a sanare nel tempo le ferite della terra. Molto significativi e apprezzati gli intermezzi musicali che hanno visto protagonista il tenore Francesco Grollo, accompagnato dall’orchestra ritmico-sinfonica italiana diretta dal maestro Diego Basso e dai cori Art Voice Academy e Opera House.
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