Rovigo, Palazzo Nodari perde il finanziamento per la casa alloggio per disabili: bufera su assessore e dirigente

Mercoledì 30 Novembre 2022 di Elisa Barion
Il municipio di Rovigo

ROVIGO - Una rinuncia che ha fatto rumore sia dentro che fuori il consiglio comunale. E sulla quale è chiamata a rispondere in prima persona la dirigente del settore Servizi sociali Valeria Orna. Sul dietrofront che l’amministrazione di Palazzo Nodari ha dovuto fare in merito al finanziamento Pnrr da 715mila euro, destinato alla sistemazione di due alloggi di proprietà comunale situati in via Caracchio, per l’inserimento di 12 persone affette da disabilità in un percorso di autonomia dal punto di vista lavorativo e sociale, sia la maggioranza che l’opposizione hanno chiesto spiegazioni alla giunta durante la seduta di ieri pomeriggio.

LE INTERROGAZIONI

In particolare, sul caso, sollevato nei giorni scorsi da queste colonne, sono state presentate due interrogazioni, una a firma di Michele Aretusini, capogruppo della Lega, e una da parte della consigliera Pd Benedetta Bagatin. Entrambe per far luce sulle cause esatte per cui ai 715mila euro ottenuti, il massimo previsto secondo i termini del bando, non abbia fatto seguito l’invio al Ministero del relativo progetto da realizzare con quella cifra. E se nei giorni scorsi l’assessore ai Servizi sociali Mirella Zambello, che si era impegnata in prima persona per “portare a casa” progetto e finanziamento e in aula ha espresso il proprio rammarico, aveva dichiarato che la rinuncia alle risorse è dovuta a «criticità rilevate dagli uffici», ieri in consiglio, senza troppi giri di parole ha chiamato in causa la dirigente Orna. «Ho saputo – ha chiesto Aretusini – che addirittura il Ministero avrebbe prorogato i termini della scadenza, fissati al 23 novembre, e sollecitato l’invio del progetto. Vorremmo capire con trasparenza cosa sia accaduto esattamente».
Parole alle quali Zambello ha replicato: «La finestra per la consegna del progetto a sostegno dell’autonomia di persone disabili aveva tempi stretti ed era necessaria una collaborazione tra settori diversi per comporre gli obiettivi e le parti contenutistiche del progetto. L’edificio era stato individuato dall’ufficio Patrimonio. Alla fine dovevano esserci collaborazioni tra più settori. In questa fase non c’è stato l’avallo per l’inserimento della scheda progetto. Perciò questa interrogazione va anche rivolta al dirigente. Bisognerà chiarire sicuramente gli aspetti tecnici che riguardano la collaborazione tra dirigenti». A questo punto Bagatin ha aggiunto: «Siccome questi 715mila euro appartengono alla progettualità cosiddetta “Dopo di noi” e l’occasione del Pnrr è un’opportunità per finanziare progetti che, comunque, a livello nazionale, fanno fatica trovare finanziamenti, sposo la sollecitazione di Aretusini. Credo sia importante, da parte della dirigente, che ci specifichi se queste problematiche sono strutturali o se c’era qualche indirizzo da parte di questa amministrazione che non poteva essere portato avanti. Perché l’azione burocratica deve portare avanti le linee politiche ma con lo scopo di salvaguardare l’interesse dei cittadini, non complicarlo».

LA LAMENTELA

Sulla questione, ieri è intervenuta anche Giulia Zago del Sindacato inquilini casa e territorio della Cisl: «Una città guarda al futuro quando si prende cura dei suoi cittadini più fragili, fornendo loro risposte anche in termini di condizioni di vita residenziale. Per questo, il mancato finanziamento del progetto per la realizzazione di due alloggi per disabili in via Caracchio, nel quartiere Commenda, non è un’occasione persa solo per le 12 persone che avrebbero potuto andarci ad abitare, ma per tutta la città. Il progetto sarebbe stato una delle opere più qualificanti nel campo del social housing in Polesine negli ultimi anni. Il coinvolgimento del sindacato nel processo di elaborazione e di realizzazione sarebbe non solo garanzia di controllo, ma anche sostegno per una sinergia positiva sul territorio».

Ultimo aggiornamento: 07:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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