Posti letto tagliati e assenza del Pronto soccorso: l’ospedale di Trecenta nel mirino di "Report"

Martedì 6 Dicembre 2022 di Ilaria Bellucco
L'ospedale di Trecenta

TRECENTA - I posti letto tagliati e l’assenza del Pronto soccorso nell’ospedale San Luca di Trecenta sono stati raccontati nella puntata di Report andata in onda ieri sera come emblema della direzione che ha preso la sanità veneta, tra sforbiciate al pubblico e risorse al privato. Il programma d’inchiesta di Rai3 condotto da Sigfrido Ranucci ha indagato sulle condizioni della sanità veneta con l’inchiesta di Claudia Di Pasquale in cui balza agli onori delle cronache anche l’ospedale altopolesano, assurto a emblema nel racconto della trasmissione. Nato per sostituire quattro ospedali dell’Alto Polesine, quelli di Lendinara, Badia Polesine, Castelmassa e Trecenta, il San Luca è stato inaugurato nel 1997 con 250 posti letto già attivati e una capacità potenziale di 350. «Subito dopo sono iniziati i tagli e siamo passati da più di duecento posti letto ad averne in teoria 130, abbiamo perso il punto nascite, ostetricia e ginecologia. E il Pronto soccorso non è più attivo dall’inizio dell’emergenza Covid, c’è solo un punto di primo intervento», ha spiegato alle telecamere di Report Pietro Tosarello del Comitato Salviamo l’ospedale San Luca. Proprio sul funzionamento del punto di primo intervento si è concentrato parte del servizio: dalle 8 alle 16 il servizio è prestato da un medico interno, dalle 16 in poi entra in servizio un medico della cooperativa Cmp che però deve occuparsi anche del 118. Se l’unico medico è fuori come soccorritore per un’emergenza, in un territorio vasto in cui un intervento richiede anche due o tre ore, nel punto di primo intervento al San Luca rimangono solo gli infermieri. Incalzata dalla giornalista, l’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin afferma che per l’ospedale di Trecenta ci sia un piano che risponde ai bisogni del territorio. «Oggi l’ospedale di Trecenta ha una sua programmazione e risponde a un bisogno individuato dall’azienda e dalla programmazione in quella zona – ha detto, replicando poi in merito alla situazione del punto di primo intervento – I pronto soccorso sono in affanno in tutta Italia, sono stati fatti i bandi di concorso e i concorsi sono andati deserti. Per garantire i servizi, non riuscendo a recuperare personale l’ultima spiaggia è quella delle cooperative».

Le telecamere di Report si sono soffermate per un attimo anche su Casa Rossi, l’ex ospedale di Trecenta collocato nel cuore del paese. L’unico dei quattro ospedali altopolesani “sacrificati” per il San Luca a non essere ancora stato recuperato e riutilizzato, versa in stato di abbandono ed è a rischio crollo. Il mancato recupero dello stabile è un altro punto dolente per la comunità trecentana: c’era un progetto per realizzare in parte dell’edificio degli alloggi per anziani, ma il protocollo d’intesa firmato dall’Ulss 5 e dal Comune di Trecenta non è stato sottoscritto dall’Ater, che ha deciso di destinare altrove i fondi inizialmente dedicati all’operazione. Una questione su cui il Comune di Trecenta sta cercando di andare a fondo. 

Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre, 10:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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