Ucciso dal figlio 17enne con il machete, la fidanzata: «È stato un incidente»

Domenica 28 Febbraio 2021 di Francesco Campi
La roulotte dove viveva la vittima a Sant'Apollinare
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OMICIDIO TRA LE ROULOTTE - Tre ore di domande e risposte. Tre ore nelle quali la 26enne Annalisa Guarnieri, fidanzata del 17enne che la sera del 4 febbraio scorso, a Sant’Apollinare, ha brandito un machete contro il padre Edis Cavazza, uccidendolo, e accusata con lui di omicidio in concorso, aggravato dalla premeditazione, ha ripercorso ogni istante di quei drammatici momenti e di quelli successivi, fino a quando, tre ore dopo, non è stata fermata a Ceregnano davanti a casa di suo padre, appena scesa insieme al 17enne dall’Opel Zafira del morto, che avevano preso per allontanarsi dal luogo della tragedia.


L’INTERROGATORIO
Davanti al sostituto procuratore Maria Giulia Rizzo, che coordina le indagini e che ha accolto la sua richiesta di essere interrogata, la ragazza, assistita dall’avvocato adriese Sandra Passadore, ha contestato a più riprese che la morte del padre del compagno fosse stata preventivata e, addirittura, organizzata. Ha ribadito che si è trattato di un incidente, sottolineando quindi la propria innocenza. Ma spiegando anche che lo stesso ragazzo non avrebbe voluto uccidere il padre e che quando si sono allontanati dal campo l’uomo non era ancora morto, ma stava barcollando: solo in un secondo momento, da una telefonata ricevuta mentre erano in macchina, hanno saputo del decesso. Per questo ha chiesto che il suo telefono e quello del suo fidanzato siano attentamente controllati in modo che emergano le prove di quanto sostiene. E, in particolare, che non avessero progettato niente di quanto si è poi verificato. Un incidente, che sostiene di non aver nemmeno visto compiersi, essendo distante.


RIESAME
Mercoledì il Riesame si esprimerà sulla richiesta avanzata dalla difesa di un alleggerimento della misura cautelare nei confronti della ragazza, che da quella sera si trova nel carcere femminile di Verona Montorio. Il 17enne, invece, è nell’Istituto penale per minori di Treviso e, nei suoi confronti, l’istanza di riesame presentata dalla difesa, affidata all’avvocato Alberto Zannier di Dolo, sembrerebbe essere stata rigettata. L’avvocato Passadore ha chiesto anche che vengano sentiti i figli minori della vittima, nonché fratelli del 17enne, nella forma dell’incidente probatorio.


LA DIFESA
«Annalisa mi è apparsa una persona semplice, una semplicità che sconfina nell’immaturità, ma non certo la persona fredda e spietata come sembra emergere dalla lettura dei fatti che dà la Procura e che il giudice per le indagini preliminari sembra avallare», aveva sottolineato nei giorni scorsi l’avvocato Passadore. Nell’ordinanza di convalida del fermo della ragazza, firmata dal gip Raffaele Belvederi, la giovane viene invece definita come una «fredda e spietata calcolatrice», che dopo aver acquistato il 26 gennaio in una tabaccheria di Adria i due machete, uno dei quali divenuto l’arma del delitto, avrebbe spalleggiato il fidanzato nell’uccisione del padre, forse addirittura spronandolo a sterminare l’intera famiglia.


 

Ultimo aggiornamento: 08:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA