Balasso-Moloch si moltiplica e si scatena: nuovo film gratis su Youtube

Saturday 30 May 2020 di Giambattista Marchetto
FATTO IN CASA Natalino Balasso “sdoppiato” nel film
Balasso Moloch, un imprenditore barricato nel suo ufficio, riceve la visita dei personaggi chiave del suo microcosmo: un operaio, un consulente finanziario, un uomo della Guardia di Finanza e alla fine anche di uno sconosciuto che, nel dialogo, si rivela un alter ego. È questa la “storia” – se di storia si può parlare – alla base del film che Natalino Balasso ha realizzato in questo periodo tra il lockdown e la fase2. “Io sono io, io non sono gli altri” è un mediometraggio (45 minuti) realizzato secondo il formato Balasso-web: come nei video pubblicati sul suo canale YouTube Telebalasso, l’artista si scinde in più anime per dare vita ai personaggi del film.
NIENTE STREAMING
«Avendo più tempo a disposizione, dato che la nostra tournée è stata interrotta a febbraio, ho pensato a una storia più lunga rispetto ai video che presento su Telebalasso – spiega l’attore comico – Ne è venuta fuori questa cosa che il cinema chiamerebbe mediometraggio». Dunque non è solo un video, ma non è nemmeno un film tradizionale con plot e attori e regia. «C’è fin troppo cinema in giro e non c’è bisogno di un altro comico che si metta a fare dei film – chiarisce - Se dovessi fare davvero del cinema, non lo farei tanto diverso di così. E in fin dei conti non mi sembra una cosa così strana, se tutto viene messo in discussione e si propone il teatro in streaming. Direi che siamo tutti fuori target». Da teatrante privato dei teatri, chiusi dal lockdown, Balasso non apprezza alcune delle soluzioni identificate negli ultimi mesi per portare la proposta teatrale al pubblico chiuso in casa. «Parliamo di cose che mantengono il loro nome e perdono il loro significato – chiosa – Usare lo streaming per mantenere il rapporto col pubblico è una cosa da comunicatori, una cosa trista. La gente vuole andare a teatro e non ce la fanno andare, ma non per questo dobbiamo fare come la Coca Cola che dice: bevete Coca Cola anche quando non avete sete».
SPRITZ DEI POVERI
Il film - realizzato in formato digitale e distribuito gratuitamente su web – mescola dialoghi che analizzano con lo strumento del paradosso il contesto sociale ed economico in cui siamo tutti immersi e scene quasi surreali. Come quando un operaio-scenografo conduce la scena in un mondo magico nel quale dei folletti (con la laringite) giocano a Mario, indirizzando le storie delle persone (Mario è l’anagramma di Moira, che per i greci era il destino). In questo caso il protagonista è un imprenditore con l’acqua alla gola che non riesce a pagare i suoi operai, i quali gli fanno causa. L’aiuto a cui il “sistema” gli permette di accedere è la creazione di ulteriori debiti con le banche.
LA STORIA
L’intera vicenda «è un racconto su collettivismo e individualismo – spiega Balasso – Si riflette su come il modo forse più sensato per stare insieme sia raggiungere una sintesi anziché rifiutarsi l’un l’altro. Il film mescola le carte e racconta di un imprenditore che vota comunista, ma non riesce a pagare gli operai e loro gli fanno causa». E poi c’è il broker finanziario che, al bar, riflette su come lo spritz fosse una cosa da poveri e ora sia divenuto un simbolo dell’aperitivo modaiolo. «La mia famiglia aveva un bar a Rosa Pineta negli anni Settanta e ricordo un tipo da Milano che chiedeva l’aperitivo che faceva mia mamma – racconta Balasso - Nella nostra testa lo spritz era tutto tranne che un aperitivo, era una cosa da poveri. Poi il costo è lievitato. E i riferimenti sono “Cosmopolis” di DeLillo e “Aspettando Godot” di Beckett, “La nouvelle grille” di Laborit e “Lacrimae rerum” di Zizek, le poesie di Majakovskj e tantissimi libri di fiabe.  © RIPRODUZIONE RISERVATA