Cittadinanza a Mussolini: anche per il segretario del Pd revoca da bocciare

Domenica 17 Ottobre 2021 di Guido Fraccon
Benito Mussoline dal balcone saluta la folla

ADRIA  - «Ha ragione Sandro Gino Spinello». Angelo Zanellato, segretario provinciale del Partito democratico, approva in toto la decisione del capogruppo Dem di non partecipare al voto in occasione della mozione di revoca della cittadinanza onoraria, conferita nel 1924, al capo del fascismo Benito Mussolini. Zanellato fa proprie le motivazioni addotte da Spinello per spiegare la sua scelta e appoggia le sue proposte. «Condivido in pieno - spiega - le parole di Spinello - dal momento che si tratta solo di un’operazione di facciata. Invito invece l’amministrazione comunale a impegnarsi di più in altre cose vista la dormienza del Comune di Adria. Non vedo nascere prospettive future per la comunità adriese»Anche Zanellato, come Spinello, avrebbe visto di buon grado la condivisione di un percorso comune su questa vicenda. «Si dovrebbe proporre un’educazione nelle scuole e nella stessa società sui valori civili e dell’antifascismo. Adria ormai da capoluogo del Basso Polesine si è trasformata in una piccola frazione del Delta. Invece, di queste cose, alla fine solo fini a se stesse, l’amministrazione controlli come vengono spesi i fondi del Parco».

IL NODO DA SCIOGLIERE
«L’antifascismo non è in discussione, ma visto che ad Adria manca uno specifico regolamento (se sono mal informato quanto scrivo non vale), come hanno molte città, in base a quale norma il consiglio comunale di Adria ha revocato la cittadinanza onoraria a Mussolini?», si chiede invece l’avvocato Luigi Migliorini, che pone piuttosto un problema giuridico: «Manca - dice - un regolamento. C’è solo la norma generale sulla revoca degli atti amministrativi che la legge 241/90 consente entro 18 mesi dall’adozione dell’atto».
«La storia non si cancella - evidenzia invece Paolo Baruffaldi (Lega) -e questo era l’ultimo dei problemi». La votazione lascia sul campo una città sempre più lacerata e divisa. Non c’è stato però solo il nodo Mussolini, al centro dei lavori dell’ultimo consiglio. Il consesso, prima di revocare la cittadinanza al Duce, e averla conferita a Giacomo Matteotti, ha nominato cittadino onoraria il Milite Ignoto e dedicherà un luogo alla sua memoria.

UN SITO PER MATTEOTTI
Su proposta delle Penne nere, è stato individuato lo spazio antistante la primaria Leonardo da Vinci, quartiere XXV Luglio. La mozione è passata all’unanimità. Sarà inoltre dedicato a Gino Strada, fondatore di Emergency, il parco Amolaretta. Unico voto contro quello di Giorgia Furlanetto, ex Fratelli d’Italia. Astenuta la Lega. È stata infine approvata la mozione presentata da Lamberto Cavallari (Cavallari 2.0) e Spinello (Pd), per chiedere al Governo l’attivazione delle procedure previste dalla Costituzione per lo scioglimento di Forza Nuova e di tutte le associazioni di ispirazione neofascista. Contraria Furlanetto. Non era presente in aula la Lega. «È una proposta - ridicola - ha evidenziato Furlanetto - ricordo che nel 1946 Palmiro Togliatti promulgò l’amnistia per una pacificazione nazionale. E voi, oggi, avete paura del fascismo? Io credo che lo stesso Mussolini, se fosse vivo, non sarebbe interessato a essere cittadino di Adria. Ancora: una legge fascista sciolse partiti e organizzazioni contrarie al regime: oggi voi volete sciogliere Forza Nuova».

LE DIMISSIONI
Furlanetto ha poi definito prive di senso le voci di sue dimissioni dalla carica di consigliere. «Voci - ha spiegato - messe in circolazione da qualcuno troppo interessato a mettermi fuori dalla piazza. Nulla di più errato. Io continuerò a lottare come sempre. A dimostrazione del fatto che esiste una destra democratica coerente e fiera che non si rispecchia nei finti slogan di Giorgia Meloni».
 

Ultimo aggiornamento: 08:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA