Matteo Trombin, il bomber che sforna i gol come il pane di giornata

Lunedì 17 Gennaio 2022 di Alessandro Garbo
Matteo Trombin il bomber-fornaio in azione

TAGLIO DI PO - È cresciuto a pane e gol. Matteo Trombin, classe 1984, panettiere e bomber, è il capocannoniere del girone I del campionato di Seconda categoria e milita nel Polesine Camerini vice-capolista. “Sforna” al lavoro, di professione fa il fornaio, e sforna gol anche in campo, dove si ripete ogni anno con una puntualità impressionante. Al giro di boa ha già totalizzato 21 gol, divisi tra i 14 centri in campionato e i 7 in Coppa Veneto.
Trombin ha 37 anni, abita a Taglio di Po, è cresciuto nelle giovanili del Padova prima di un lungo girovagare nel calcio dilettantistico a cavallo delle province di Rovigo, Padova Ferrara e Venezia. Ha indossato le maglie del Chioggia in Cnd, Porto Viro in Promozione, quattro anni a Scardovari, poi ha fatto cantare i tifosi di Tagliolese, Cavarzere, Boara Pisani e Mesola. Da tre anni guida l’attacco del Polesine Camerini che sogna di sbarcare in Prima categoria. Ancora in doppia cifra. 

Qual è il segreto per fare sempre la differenza?
«La passione e la voglia sono fondamentali anche in un campionato come quello di Seconda categoria. Bisogna allenarsi bene, seguire un’alimentazione corretta e non sgarrare, altrimenti poi in campo si “paga”. Faccio il fornaio da vent’anni e sono abituato al sacrificio, alle levatacce notturne. Tanti coetanei hanno già mollato il calcio, io invece mi diverto ancora. E poi quando faccio gol ho sempre l’entusiasmo della prima volta, quando vedo il pallone superare la linea bianca provo un’emozione incredibile». 

Da attaccante chi l’ha ispirata fra i campioni?
«Sono milanista e ho vissuto i bei tempi di Andrij Shevchenko, mi è sempre piaciuto per le sue caratteristiche e l’umiltà».
 

Impressioni sul campionato in corso?

«Il rendimento dell’Albarella ha sorpreso, ha collezionato una serie di vittorie consecutive e sembrava, a un certo punto, già scappare via. Poi ci siamo ripresi e abbiamo accorciato le distanze al termine dell’andata, ci sono cinque punti da recuperare ma possiamo farcela. Purtroppo, abbiamo pagato a caro prezzo i numerosi infortuni che ci hanno condizionato, privandoci dei giocatori più esperti e costringendoci a scendere in campo con la panchina corta».

Cosa si attende dal girone di ritorno?
«Sarà un girone combattuto fino alla fine, la capolista Albarella si è rafforzata ulteriormente con l’arrivo di Federico Finotti. Ci sono altre squadre competitive che possono ambire al titolo. Inoltre non si disputeranno i play off e diventa importante anche centrare il secondo posto, per il ripescaggio nel caso ci siano fusioni o spariscano squadre nelle categorie superiori».


Il difensore che le ha dato più filo da torcere?
«Non guardo le formazioni per notare se ci sono avversari assenti, non mi preoccupano i nomi. Tuttavia devo ammettere che Francesco Cotroneo, difensore centrale della Villanovese, mi ha messo in difficoltà e in quella gara abbiamo perso 3-0. E’ un atleta molto valido».

Il gol più bello realizzato in stagione?

«A livello estetico quello all’esordio in Coppa Veneto col Corbola, da “rapinatore” d’area. Il più importante, invece, in campionato con l’Altopolesine, il 3-2 prima della sosta».


In quale bomber rivede le caratteristiche di Trombin? C’è un giovane da tenere d’occhio?
«Il calcio rispetto a 15 anni fa è cambiato e ora bisogna correre di più. Un esempio: è raro trovarsi uno contro uno col portiere, perché anche i sistemi di gioco sono modificati. Credo sia difficile trovare un giocatore che mi assomigli. Però, devo dire che mi ha impressionato Thomas Andreotti, seconda punta del Pontecchio, ha il talento per militare in alto e gli ho fatto i complimenti al termine della gara. Un altro attaccante dalle qualità enormi è Jacopo Roncon della Tagliolese: gioca in Prima categoria, ha 24 anni, ma ha ancora margini di miglioramento».

Come è approdato nell’estate al 2019 al Polesine Camerini?

«Grazie all’amicizia che mi lega a mister Andrea Piombo. Insieme avevamo vissuto due ottime stagioni al Mesola nel campionato ferrarese, vincendo i play off di Prima e salendo in Promozione. Ci conosciamo da anni, il fratello Luca era in classe con me e siamo cresciuti insieme. Mister Piombo non mi ha mai regalato nulla, è un allenatore che riesce a toccare le corde giuste e a stimolarmi per rendere al meglio in campo».

Il Covid ha rivoluzionato il calcio dilettantistico?
«E’ difficile convivere col virus, tanti ragazzi hanno smesso per paura di entrare negli spogliatoi e contagiarsi. La gente deve pensare anche al proprio lavoro, perché in Seconda si gioca per i rimborsi spese, non per ricevere stipendi veri come accade, magari, in Serie D. La Federazione ha stabilito che si riprenderà domenica 30, ma noi abbiamo sospeso gli allenamenti da settimane. Stiamo seguendo un programma personalizzato da casa, ma non è la stessa cosa: manca la competizione».

Ad agosto compirà 38 anni. Ci pensa al ritiro?
«Passati i 35, il ritiro dal calcio è un pensiero che ricorre nella testa dei giocatori. Ma fisicamente sto bene e non mi pongo limiti d’età: e i numeri non si possono contestare».
 

Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio, 11:01

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