Maltempo nel Delta, scanni e argini sotto osservazione

Giovedì 24 Novembre 2022 di Anna Nani
Il cedimento di un argine lungo la Sacca di Scardovari

PORTO TOLLE - Ad accrescere l’apprensione tra gli abitanti dell’estremo Delta in allarme per il maltempo che nella giornata di martedì si è abbattuto incessantemente su tutta la provincia di Rovigo è stato uno smottamento all’argine della Sacca di Scardovari più o meno all’altezza della Pineta Cassella. «È franata una porzione di argine, ma comunque non c’è alcun pericolo” assicura il giorno dopo il sindaco Roberto Pizzoli che era stato impegnato tutto il giorno a fianco della Polizia locale e della Protezione civile per tenere sotto controllo l’andamento dell’acqua. La conferma giunge dall’ingegner Ettore Alberani: «Tamponeremo la situazione con fondi Aipo, nel mentre poi vedremo se arriveranno ulteriori somme dato che l’amministrazione ha avviato la richiesta dello stato di crisi. Da un punto di vista della sicurezza comunque non c’è nessun problema, c’è qualche erosione che tamponeremo per poi programmare con la Regione degli ulteriori interventi se ce ne sarà bisogno».

I timori

Era dalla notte tra il 12 e il 13 novembre 2019 che non faceva così paura, gli allagamenti di ieri nei porti e nelle lagune, per un istante avevano fatto temere il peggio. «Martedì sera ho firmato la richiesta per lo stato di crisi alla Regione – continua il primo cittadino -. Non appena il mare lo renderà possibile sarà necessario fare delle opportune valutazioni non soltanto per le nostre spiagge, ma anche per gli scanni che sono la nostra prima difesa a mare. In mattinata la marea era ancora alta, bisognerà attendere qualche giorno per rendersi conto della situazione, nel frattempo ho inviato la documentazione».
Anche per il comparto ittico è ancora prematuro per cercare di tirare le somme su eventuali danni agli allevamenti di cozze e vongole sia in laguna che in mare, l’acqua alta che ha lambito le cavane sia di Pila che della Sacca questa volta sembra non aver fatto eccessivi danni. «Ad avere la peggio sono state alcune cavane, 3-4, che si trovano nella zona di Santa Giulia dove i detriti portati dal fiume hanno impattato in maniera molto violenta causando dei danni – sottolinea Pizzoli-. È franata una porzione di argine nei pressi di Cassella dove Aipo ha già effettuato un sopralluogo e si occuperà quanto prima del ripristino. Attualmente però non c’è alcun pericolo che la strada possa franare».

 

Porto Barricata

Fortemente colpito dall’acqua anche lo scalo turistico di Barricata: «L’acqua ha invaso il porto arrivando fino agli edifici – commenta il direttore Alberto Geremia -. Il mareografo qui davanti ha registrato 211 centimetri di marea. I danni elettrici sono ancora da quantificare, per fortuna va tutto bene con le barche ormeggiate. Certo, c’è tanta legna da togliere». Tra i disservizi che si sono stati a causa del forte vento è crollato un grosso albero nella zona di Polesine Camerini che ieri è stato finalmente rimosso ripristinando così la circolazione che era stata interrotta. «C’è stato anche qualche disagio per quanto riguarda l’energia elettrica – ricorda il sindaco -. Enel ha terminato questa mattina il ripristino nell’ultima zona che era rimasta da sistemare ed ora tutto dovrebbe essere, finalmente tornato, alla norma».
Il giorno dopo Matteo Favero, responsabile del Forum Ambiente e Infrastrutture del Partito Democratico del Veneto dichiara: «“La Regione dirotti i finanziamenti destinati alla nuova Via del Mare per opere a tutela delle nostre coste. Stiamo seguendo con estrema attenzione gli effetti della forte perturbazione che interessa la nostra regione in queste ore. Il Mose sta facendo il suo lavoro e le opere di protezione della Basilica di San Marco dimostrano la loro efficacia. Ora a soffrire è però tutto il litorale veneto affrontando forti mareggiate e l’alta marea. In particolar modo il Delta del Po e Chioggia. Una situazione che ci lascia tre questioni aperte: la crisi climatica alterna siccità a eventi estremi, chi parla di estrazioni davanti al Polesine visiti quel territorio e tocchi con mano gli effetti della subsidenza. Infine, la Regione Veneto dirotti gli stanziamenti per la nuova Via del Mare ad opere per la tutela delle nostre coste. Questo vuol dire far il bene dei veneti e delle sue imprese ittiche e turistiche».

Ultimo aggiornamento: 09:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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