Troppi rischi e limitazioni: per il secondo anno consecutivo salta la Fiera di San Martino

Mercoledì 29 Settembre 2021 di Marcello Bardini
Bancarelle in piazza in una precedente edizione della Fiera

CASTELMASSA - La Fiera di San Martino salta per il secondo anno consecutivo. La 203ª edizione della kermesse massese non si svolgerà a causa del protrarsi dello stato dell’emergenza covid, previsto per legge sino al 31 dicembre 2021. Il primo cittadino massese, Luigi Petrella, ha illustrato i motivi della decisione: «La nostra fiera, prevista dal 12 al 15 novembre, ospita circa 200 posteggi per operatori del commercio, il posizionamento del Luna Park, con giostre e bancarelle nell’area di Via Oberdan, oltre ai padiglioni espositivi Maac e “Gustiamo l’Italia”, per una superficie coperta complessiva di circa 1.500 metri quadrati». Numerosi sono quindi i varchi di accesso ed esodo, con una notevole affluenza di pubblico adulto, giovani in età scolastica, nonché famiglie con bimbi piccoli.

RISCHIO SICUREZZA

«Per tradizione - prosegue Petrella - la fiera richiama una moltitudine di persone, provenienti sia dalla provincia di Rovigo sia da quelle limitrofe: 12mila presenze solo nella giornata di domenica e in determinate fasce orarie dei rimanenti giorni». L’evento è stato quindi classificato con livello di rischio elevato. Permane poi l’obbligo di indossare la mascherina al chiuso, mantenendo sempre la distanza interpersonale di un metro. Restano ancora in vigore, infine, il divieto di assembramento e l’obbligo della costante igienizzazione delle mani. «Alla luce di tali stringenti obblighi normativi, e considerato che la fiera si dispiega in area residenziale densamente abitata, su un percorso lungo circa 3 chilometri e mezzo, risulterebbe complesso e costoso il presidio di tutti i possibili varchi di accesso alla manifestazione».

L’unica possibile soluzione, per cercare di evitare assembramenti, sarebbe contingentare gli accessi per limitare l’affluenza complessiva a un massimo di 2500 persone. Obiettivo però estremamente oneroso per il Comune, oltre che difficilmente perseguibile, senza dimenticare che si potrebbero verificare disordini ai varchi di accesso. Gli uffici comunali hanno poi stimato un aumento dei costi di circa 20mila euro rispetto alle edizioni realizzate prima della pandemia. Inoltre, c’è il rischio, per l’amministrazione, di dover anticipare delle somme ingenti che «potrebbero rivelarsi improduttive – conclude Petrella - nel caso in cui, a causa di un imprevisto peggioramento della situazione, la manifestazione non venisse autorizzata. L’impegno che mi assumo è però di verificare la possibilità di effettuare comunque altre iniziative. Come, per esempio, il Luna Park».

 

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