Rovigo. Draxton, i residenti chiedono più controlli sull'inquinamento

Chiedono l'installazione di dispositivi tecnologicamente avanzati su tutti i camini dello stabilimento in grado di monitorare costantemente le emissioni

Sabato 15 Luglio 2023 di Elisa Barion
La Draxton

ROVIGO - "Risulta, quindi, ovvio che per un impianto di simile portata, sito in una realtà fortemente inquinata come quella di Borsea, ove esistono (pure senza controllo in continuo) anche altre industrie insalubri di prima categoria, sia necessario ricorrere al monitoraggio in continuo per tutti i camini che emettono inquinanti". Per comprendere fino in fondo le motivazioni della battaglia che da anni alcuni residenti della frazione di Borsea, costituitisi nel lontano 2000 nel Comitato in difesa della salute e dell'ambiente di Borsea e Comuni limitrofi, stanno conducendo a favore della salute pubblica e contro l'inquinamento atmosferico che gli stessi residenti attribuiscono alla presenza degli insediamenti produttivi bisogna partire dalla recente richiesta, espressa sotto forma di osservazioni e depositata ad inizio anno negli uffici della Provincia, contenuta in una raccomanda consegnata a mano nella quale emerge a chiare lettere l'obiettivo dei residenti: avere la garanzia che le emissioni nell'atmosfera siano costantemente controllate e monitorate.

Le emissioni

Ma di quali emissioni di tratta? Sotto i riflettori c'è la fonderia Draxton di Borsea.

Sì, proprio la fonderia da circa 200 posti di lavoro di via delle Industrie. A raccontare nel dettaglio la questione è Luigi Zanforlin, portavoce del comitato affiancato dal presidente Claudio Battocchio. «Il prossimo autunno - spiega - scade l'Aia, ovvero l'Autorizzazione integrata ambientale, della durata di 10 anni della Draxton. La ditta ne ha chiesto il rinnovo e sappiamo che la commissione che dovrà rilasciarla si è già costituita: ne fanno parte il Comune di Rovigo, la Provincia, l'Arpav e l'Ulss 5. Per questo abbiamo prodotto le nostre osservazioni, con l'obiettivo che vengano tenute in debita considerazione».

Nuova autorizzazione

Il nodo della richiesta che il comitato rivolge alla commissione per il rilascio della nuova Aia è l'installazione di dispositivi tecnologicamente avanzati su tutti i camini dello stabilimento in grado di monitorare costantemente le emissioni perché fino ad oggi, a quanto riferiscono Zanforlin e Battocchio, le cose sono andate diversamente: «Fin dal 2006 l'Arpav aveva segnalato notevoli criticità in merito all'impianto che allora andava sotto il nome di Infunfor - si legge nel documento -. I rilievi riguardavano, in particolare, la mancanza di sistemi di monitoraggio in continuo ad una serie di camini e di dispositivi di controllo dell'efficienza degli impianti di abbattimento dei camini stessi. Ora, a quanto ci consta, solo un camino è dotato del monitoraggio in continuo, per gli altri ci si affida ai cosiddetti "controlli saltuari"».

Maggiori controlli

In effetti, dalla relazione di Arpav del 2006 citata dal comitato, emerge quanto segue: «Per garantire un efficace controllo dei limiti imposti le soluzioni potrebbero essere due: installazione di sistemi di monitoraggio in continuo per il materiale particellare negli effluenti gassosi dei camini nn.55, 76, 77, 95 e per le ammine nell'effluente del camino n.78» mentre la seconda soluzione ipotizzata al tempo era la «installazione di dispositivi di controllo dell'efficienza degli impianti di abbattimento relativi ai camini di cui sopra». Zanforlin e Battocchio, a questo punto, concludono: «La prossima riunione della commissione è prevista dopo l'estate. Sia chiaro: noi non abbiamo nulla contro la ditta, chiediamo solo che sia osservata la legge e siano tutelati i cittadini». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmemedia.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci