Namida canta al festival di Castrocaro: «Ultima, ma è stata una grande esperienza»

Giovedì 9 Settembre 2021 di Anna Nani
Namida canta al festival di Castrocaro: «Ultima, ma è stata una grande esperienza»

Al festival di Castrocaro (in onda su Rai 2) Namida, al secolo Claudia Pregnolato, si è dovuta accontentare dell'ultimo posto, «ma è stata una grande esperienza».



Niente da fare per Namida, al secolo Claudia Pregnolato, nata a Torino ma residente da sempre a Porto Viro. La giovane cantautrice si è dovuta accontentare dell'ultimo posto alla 64. edizione del Festival di Castrocaro andato in onda martedì sera su Rai 2 presentato da Paola Perego. Namida, 21 anni, sul palco di Castrocaro ha portato la cover Bum bum di Irene Grandi e il proprio singolo Tagadà. Nel mezzo il bonus de La Bambola di Patty Pravo, cantata accompagnata alla chitarra da Margherita Vicario. Nel primo turno, dedicato alle cover Namida, si è esibita per sesta sottolineando nel video di presentazione, Castrocaro rappresenta un cerchio che si chiude e segna il mio futuro. Con le treccine fucsia che la contraddistinguono la giovane artista si è scatenata per poi sottostare al giudizio della giuria, composta oltre che da Vicario anche da Noemi, Ermal Meta e Boosta dei Subsonica. «Ci saresti arrivata anche se invece di andare in sesta fossi restata in quarta» - le ha consigliato Vicario; mentre Noemi ha ammesso di essere stata più colpita dall'esecuzione del jolly targato Pravo. La deltina ha portato a casa 31 voti con una buona pagella: 8 da Boosta, Meta e Vicario, 7 da Noemi. Col settimo posto nella classifica provvisoria si è aperta la seconda parte, dedicata ai singoli che sono stati sottoposti ad un doppio giudizio: quello degli ascoltatori di Tim Music e quello degli esperti di Radio 2. In entrambe le classifiche, purtroppo, Tagadà si è piazzato ultimo. «È la descrizione di una impotente gioventù - ha spiegato Namida prima di sottoporsi al voto della giuria, che le ha assegnato un 5. posto, che purtroppo le è servito a poco.


«GRANDE OPPORTUNITÀ»

«Castrocaro è stata comunque per me un'esperienza enorme ha commentato Claudia - una grande opportunità, non solo per farsi vedere e conoscere ma anche per rappresentare centinaia di ragazzi che là fuori ci mettono il cuore per la musica. Ho vissuto una settimana pazzesca facendo quello che voglio fare: rapportarmi con dei professionisti con la P' maiuscola (dalla produzione alla band fino ad arrivare ai giudici che sono stati molto professionali ma anche aperti a raccontarsi e a farci raccontare). Con gli altri ragazzi non abbiamo mai sentito la competizione, ci siamo sostenuti fino all'ultimo e siamo diventati un gruppo unito. È stato bello». «Nella musica io metto l'anima - conclude Namida - molte volte sacrificando anche i miei vent'anni. Perché il mio corpo non è fatto dal 90% di acqua, ma di musica. Sicuramente Castrocaro non sarà l'arrivo, ma l'inizio di un percorso personale e artistico che sto costruendo giorno per giorno, con il mio team: il manager Cristian Gallana, l'etichetta discografica Matilde Dischi di Davide Maggioni, produttore artistico del progetto Luca Chiaravalli».

Ultimo aggiornamento: 10 Settembre, 09:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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