Versa per errore 2,70 euro in meno di multa, si trova a doverne pagare 118

Venerdì 10 Gennaio 2020 di Ilaria Bellucco
Il municipio di Bagnolo di Po, dal quale è partita la multa
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CANDA-BAGNOLO DI PO - Paga la multa versando per sbaglio 2,70 euro in meno del dovuto e quattro anni dopo il Comune gli chiede 118 euro con un’ingiunzione di pagamento e la somma pagata in pratica si triplica. Un sistema inflessibile nel servizio intercomunale di Polizia locale Centro Polesine dei comuni di Bagnolo di Po, Canda e San Bellino, fa pagare cara una svista a un automobilista candese, l’ex consigliere comunale Rino Tomasini. Consigliere dapprima in maggioranza, nonché assessore per un anno, e poi tra i banchi della minoranza fino al 2013, Tomasini ricorda di aver contribuito nel suo ruolo di amministratore proprio alla nascita e all’impostazione di un servizio di Polizia locale che all’epoca a Canda non esisteva. Il servizio fornito in forma associata dai comuni, tra i quali fino a tre anni fa vi era anche Castelguglielmo, è coordinato da Bagnolo di Po.

«Nel novembre del 2015 prendo una multa e l’importo intero era di 56 euro, ma pagando entro cinque giorni la cifra era decurtata a 43,70 - racconta Tomasini - pago subito e la cosa termina lì, apparentemente. Nel novembre 2019 ho ricevuto un’ingiunzione di pagamento dal Comune di Bagnolo che mi impone di pagare 118 euro. Scopro che quattro anni prima per errore ho scritto sul bollettino 41 euro mentre dovevo pagarne 43,70. Per una differenza di 2,70 euro, ora ho pagato la bellezza di 118,60 euro».

Se alla cifra si aggiungono i 41 euro già versati, che l’ente ha comunque trattenuto, l’ex consigliere per la sua svista ha pagato l’importo della multa quasi tre volte. Tomasini tiene a sottolineare che la procedura applicata, in sé, è corretta: la cifra già versata viene trattenuta, viene considerato e moltiplicato per due l’importo della sanzione e vengono aggiunte le spese di istruttoria. «Ogni amministrazione comunale e ogni comando si regolano come credono. So che molti Comuni per importi molto bassi in cui è palese l’errore, fanno nulla, mentre sopra una certa cifra inviano una normale lettera e procedono solo in caso di mancata risposta. I nostri Comuni, invece, procedono e basta. Le amministrazioni hanno appaltato il servizio di riscossione delle sanzioni a una società esterna. Abbiamo un responsabile del servizio, in Comune di Canda: mi domando se sappia ciò che viene fatto».

Tutto ineccepibile quanto al rispetto della legge, ma chi va ad applicare la normativa «dovrebbe avere buon senso», ribadisce, anche perché sarebbe pesante una simile cifra che venisse richiesta a una persona anziana o a una famiglia che fatica ad arrivare a fine mese. «Ho parlato con i sindaci, dicono che è scandaloso, ma che nulla possono fare avendo affidato la cosa a un soggetto esterno. A mio avviso gli amministratori hanno la responsabilità di vigilare e agire per le situazioni future. Credo che in ogni ambito vadano usati buon senso e coerenza, quando si pensa solo a far cassa non va più bene». Ultimo aggiornamento: 12 Gennaio, 09:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA