Disabili umiliati, a processo l'associazione sportiva per diversamente abili

Martedì 14 Settembre 2021 di Francesco Campi
Il tribunale di Rovigo

LENDINARA - Si è aperto ieri mattina davanti al giudice monocratico Sara Zen un processo chiamato a far luce su vicende particolarmente delicate e su aspetti di non facile valutazione. Anche perché le potenziali vittime, le uniche che potrebbero dire come davvero si siano svolti i fatti, sono persone con disabilità. A giudizio si trova infatti Nicoletta Carnevale, figura di primissimo piano, in Polesine ma non solo, nell'ambito dell'associazionismo sociale, in particolare sul fronte delle attività sportive per ragazzi ed adulti diversamente abili. Prima con l'associazione Uguali Diversamente, da lei fondata nel 2011 insieme a un collega, poi, dopo l'addio nel 2019, con l'associazione sportiva dilettantistica il Pettirosso, strutturata proprio per offrire, accanto ad attività pedagogiche e di laboratori mirati all'autosufficienza, proposte sportive di vario tipo. Soprattutto il nuoto, campo che ha visto veri e propri campioni cresciuti dalla Carnevale, che, a inizio anno, è entrata a far parte dello staff della nazionale di nuoto della Fisdir, la Federazione italiana sport paralimpici degli intellettivo relazionali, come responsabile del settore promozionale Nord Italia. Ma non solo, dal settembre dello scorso anno è diventata anche direttore per Rovigo e provincia di Special Olympics, l'associazione fondata da Eunice Kennedy Shriver negli Usa nel 1968, che è oggi la più grande organizzazione sportiva al mondo per le persone con disabilità intellettiva. 


VICENDA COMPLESSA

I fatti contestati alla Carnevale, difesa dall'avvocato Marco Petternella, si riferiscono al periodo prossimo al momento in cui, il 18 marzo 2019, ha presentato le dimissioni da presidente di Uguali diversamente, ratificate il 3 aprile, per dar vita a una nuova esperienza associativa. Una scissione che ha visto molti dei ragazzi seguirla nella nuova associazione, riducendo quindi il bacino, anche di contribuzione economica, della sua associazione originaria, facendo emergere attriti e contrasti. In questo clima è spuntata anche una querela nella quale è stata accusata di presunti maltrattamenti nei confronti di alcuni del suoi ragazzi.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Andrea Bigiarini hanno riqualificato l'accusa nell'ipotesi di reato di abuso dei mezzi di correzione e disciplina in danno di persone affette da disabilita, che accedevano alla struttura di Lendinara, a lei affidate per ragioni di educazione, istruzione, cura e vigilanza. Quattro sono gli episodi contenuti nel decreto di citazione diretta a giudizio, sui quali dovrà essere fatta piena luce nel corso del processo.


QUATTRO EPISODI

Tre sono i ragazzi presunte vittime, che attraverso i rispettivi legali rappresentanti hanno ottenuto nell'udienza di ieri la costituzione come parti civili, così come si è costituita parte civile anche l'associazione Uguali diversamente. Secondo quanto riportato nel capo d'imputazione, in un caso, nel 2018, durante un soggiorno estivo a Gorino Sullam per impedire eventuali perdite mestruali a una ragazzina affetta da sindrome di Down, le avrebbe avvolto la zona pubica utilizzando del cellophane e questo avrebbe provocato alla giovane uno stato di agitazione. Nel gennaio 2018, invece, avrebbe costretto un ragazzino sempre con sindrome di Down a rimanere rinchiuso da solo in una stanza buia con la porta aperta, mettendosi davanti a lui per non farlo uscire. Il primo aprile 2019, invece, proprio due giorni prima delle sue dimissioni, durante una passeggiata, avrebbe detto a un ragazzo affetto da ritardo cognitivo grave che si era fatto la pipì addosso «Sei un piscione vergognoso», riportandolo nella sede di Lendinara e tenendolo per oltre un'ora in una stanza buia, da solo e senza cambiarlo. Il giorno dopo, invece, essendo assente ed essendo stata chiamata da due operatrici, avrebbe detto loro di fare altrettanto per un analogo episodio, sempre accaduto allo stesso ragazzo. Nello stesso decreto di rinvio a giudizio si scrive che questo sarebbe stato fatto adottando la tecnica educativa del cosiddetto time-out, che è una strategia comportamentale, codificata dalla pedagogia. La prossima udienza, quando si entrerà nel vivo del processo con le prime testimonianze è stata fissata a giugno 2022.

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