Tartarughe marine nel Delta, schiuse le prime uova di Caretta Caretta

Venerdì 17 Settembre 2021 di Anna Nani
La schiusa delle uova di tartaruga marina Caretta Caretta

PORTO TOLLE (ROVIGO) - Il Delta è un ecosistema che accoglie numerose specie, tra questa anche la tartaruga marina Caretta caretta che ha scelto proprio una spiaggia deltina per deporre la propria covata. In questi giorni si sono quindi schiuse le prime uova, proprio come è successo anche a Jesolo dove sono nati 82 piccoli esemplari di tartaruga che hanno già preso il mare. «Chissà se è Arianna la mamma dei piccoli di tartaruga nati nel Delta - a chiederselo sono i volontari di Legambiente che spiegano -. Potrebbe essere proprio la tartaruga ribattezzata con fiducioso ottimismo Arianna dai nostri volontari, che aveva deposto le uova nella spiaggia di Jesolo conquistando le cronache per il record del nido più a nord del Mediterraneo, l’autrice dell’ovodeposizione scoperta a schiusa avvenuta nel Delta del Po? Le tartarughe marine infatti possono deporre fino a 3/4 volte durante l’estate e vista la straordinarietà dell’evento, non è un ipotesi da scartare quella di un ritorno di Arianna sulle nostre coste».

IL PESCATORE
Per quanto riguarda la nascita del litorale deltino, il merito è stato di un pescatore locale che aveva segnalato la presenza del sito di nidificazione tra le finissime sabbie di origine alluvionale degli scanni del Parco. Il sito è stato quindi monitorato da parte del Parco assieme al dipartimento di Biomedicina comparata e alimentazione dell’Università di Padova, i quali hanno constatato che molte piccole tartarughe erano riuscite a raggiungere il mare.

«La tartaruga marina ha scelto le nostre spiagge per riprodursi e dare la vita a nuovi esemplari - commenta Cristiano Corazzari, assessore regionale alla caccia e pesca, parchi e biodiversità -. Un fenomeno inusuale a queste latitudini, ma che conferma l’efficacia di tutta una serie di azioni di tutela avviate anche con il coinvolgimento di tanti portatori di interesse. Molteplici sono sicuramente gli interventi da intraprendere in futuro a tutela della risorsa marina e costiera, indispensabili per la conservazione della biodiversità animale, vegetale e paesaggistica e per dare spazio ad un turismo sostenibile, sempre più attento alle risorse naturalistiche che la nostra regione può offrire».

GLI STUDI
Nei prossimi giorni sono previsti degli approfondimenti scientifici che fanno del Delta, insieme a Jesolo, i luoghi di nidificazione più a nord del mar Mediterraneo e dell’emisfero boreale. Dagli attuali studi è emerso come sia aumentata la presenza di tartarughe marine nell’Adriatico, anche se recentemente ci sono stati numerosi spiaggiamenti. Un fenomeno che potrebbe essere indice sia delle variazioni delle temperature dell’acqua, ma anche di oculate politiche gestionali derivanti dalla designazione del Sic, Sito di importanza comunitaria.
 

Ultimo aggiornamento: 12:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA