Un lutto tra i ricoveri. Impennata contagi, 43% in meno di una settimana

Lunedì 6 Dicembre 2021 di Francesco Campi
La fila tamponi alla cittadella sanitaria di Rovigo

ROVIGO - Una domenica a tinte fosche dal punto di vista dei dati epidemici che chiude una settimana altrettanto cupa: ben 133 le nuove positività riportate nel bollettino di ieri, fra l’altro con i dati aggiornati alle 10 di mattina, quindi a 19 ore dal precedente: praticamente più di un contagio ogni 10 minuti, ma soprattutto, l’ennesimo decesso causato dal virus e un numero di ricoveri arrivato a quota 50.
A spegnersi è stato un 85enne vaccinato che si trovava ricoverato in Area medica e semintensiva pneumologica al San Luca. Di Porto Viro, uno dei Comuni più colpiti dai lutti provocati da questa epidemia, in rapporto alla popolazione, soprattutto negli ultimi giorni. Si tratta, infatti, del sesto portovirese che si spegne con positività al Covid in meno di due settimane. A livello complessivo, invece, si tratta della 563. vittima polesana, la terza di questo primo scorcio di dicembre.


L’ONDATA
Nei primi cinque giorni del mese i contagi sono stati ben 507, una media di oltre cento al giorno. Per avere un’idea del livello di diffusione del virus, in tutto il mese di novembre, che aveva avuto tassi che non si vedevano da marzo, i contagi sono stati in tutto 1.309, mentre nell’intero mese di ottobre “appena” 493. Accanto a questa impennata paurosa, i ricoverati sono passati dai 44 di sabato ai 50 di ieri, nonostante la dolorosa dipartita di un paziente. Prendendo sempre come riferimento i primi cinque giorni di dicembre, i ricoverati sono passati da 35 a 50, quindi con un incremento del 43% in meno di una settimana. Al momento restano tre i pazienti in Terapia intensiva, mentre salgono a 24 quelli in Area medica e semintensiva pneumologica al quarto piano del San Luca, dove inevitabilmente si è resa necessaria l’attivazione di un secondo “petalo”, così come si chiamano i blocchi di posti letto da attivarsi e disattivarsi a seconda delle necessità. Altri 14 pazienti sono invece nell’ospedale di comunità Covid, mentre 8 sono in Malattie infettive all’ospedale di Rovigo, dove c’è anche un paziente in Psichiatria, ma ricoverato per altro motivo e appositamente isolato. Nonostante l’esplosione del contagio, il tracciamento sta “tenendo”, come conferma il fatto che delle 133 nuove positività, ben 108 sono state accertate in persone già poste dal Sisp in quarantena preventiva. Le 58 nuove guarigioni di giornata non rallentano poi tanto la crescita dei polesani con positività in corso, arrivati a 1.093, mentre sono 2.283 quelli in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva. E sta continuando a “reggere” anche il sistema della residenzialità: restano stabili a quota 15 le positività, un operatore al Csa di Adria, due alla Casa albergo di Lendinara, uno alla Rsa Il gabbiano di Porto Viro, uno a Villa Agopian di Corbola, due operatori e tre ospiti alla Residenza Sant’Anna di Villadose e un operatore e cinque ospiti alla Rsa La Rosa dei Venti di Rosolina.


IL CONFRONTO
Il 5 dicembre di un anno fa, con 78 nuove positività, due decessi e 2.129 persone in quel momento positive, si contavano 111 ricoverati, 13 dei quali in Terapia intensiva, 78 operatori e 152 ospiti positivi nelle Rsa. Se ancora si è lontani da un simile quadro, è merito delle vaccinazioni, con la somministrazione delle terze dosi che procede a velocità eccezionale. Ben 2.404 quelle di sabato, con le terze dosi arrivate a 34.875 e altre 135 nuove prime dosi. Da segnalare, nella mattinata di ieri, anche la protesta di uno sparuto gruppetto di no-vax al Censer, durata quanto l’affidabilità delle loro teorie.

 

Ultimo aggiornamento: 14:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA