Coronavirus, due infermieri di Urologia risultati positivi al test

Sabato 28 Marzo 2020 di Francesco Campi
Coronavirus, due infermieri di Urologia risultati positivi al test
ROVIGO Cinque nuove positività insieme alla conferma del contagio di due infermieri che lavorano nel reparto di Urologia dell'ospedale di Rovigo, anche se uno dei due, una 30enne, è residente in provincia di Ferrara.
Dei nuovi casi emersi ieri, due sono, così come i due infermieri, in isolamento domiciliare. Uno è sempre un professionista in ambito sanitario, un 56enne che risiede in Alto Polesine, ma lavora in provincia di Ferrara, l'altro è un 68enne rodigino che era andato a trovare un parente ricoverato in Urologia, uno dei sette degenti dell'ospedale di Rovigo risultati positivi al virus. Gli altri tre riscontri di positività riguardano un 84enne altopolesano, un 63enne sempre dell'Alto Polesine e un 57enne bassopolesano, che erano già ricoverati in Malattie infettive da martedì scorso per la comparsa di sintomi, anche se solo ieri è arrivata la risposta del laboratorio all'esame del tampone. 

L'ISOLAMENTO
L'attività di ricerca e isolamento dei loro contatti, tuttavia, sottolinea il direttore generale dell'Ulss Antonio Compostella, era già iniziata da martedì. Uno dei tre sembrerebbe essere stato contagiato da una persona positiva, collega di lavoro, già risultata positiva dopo il ritorno da un viaggio all'estero. Alle 14 di ieri, a fronte dei 120 casi di positività che dall'inizio dell'epidemia stati registrati fra i residenti in Polesine, il numero di ricoverati totali era di 34 persone. Sette i pazienti nel reparto di Terapia Intensiva a Trecenta, ospedale Covid, su un totale di 13 già attivati e con altri 12 ventilatori polmonari arrivati in giornata che permetteranno di portare il totale a 25 nelle prossime ore, con altri quattro ventilatori di cui si attende a breve l'arrivo per portare arrivare ai 29 posti letto previsti. Nel frattempo, spiega Compostella, viste le difficoltà nel fronteggiare la situazione particolarmente complessa nel Veronese, «ci è stata chiesta dall'ospedale di Legnago disponibilità accogliere un loro paziente, disponibilità che è stata data, perché in questo momento la rete delle Terapie intensive del Veneto è unica». 

RIORGANIZZAZIONE
Va avanti, quindi, la riorganizzazione dell'ospedale di Trecenta, dove attualmente sono 60 i posti letti complessivi dedicati ai pazienti positivi, fra Terapia intensiva, Semintensiva polmonare e Malattie infettive. Lo spostamento negli altri ospedali e strutture dei ricoverati dei reparti normali del San Luca, di Medicina, Riabilitazione, Lungodegenza e Ospedale di comunità, è ripreso dopo lo stop per i 7 pazienti risultati falsi positivi.

«Una situazione che non si ripeterà più assicura Compostella - vi potete fidare dei nostri laboratori in assoluta tranquillità e sicurezza. L'attività laboratorio Trecenta è completamente dedicata ai tamponi e alla diagnostica di laboratorio per i degenti del San Luca. Non bisogna assolutamente pensare che l'episodio che è capitato sia sinonimo di una inefficienza dell'organizzazione e delle macchine, è una cosa particolare, ristretta e risolta, rapidamente individuata e superata. Un'altra precisazione, perché qualcuno potrebbe avere il dubbio: se c'è stato un falso positivo ci può essere anche falso negativo. No, in questo tipo di diagnostica l'unica possibilità errore è il falso positivo, non esiste errore legato al falso negativo perché la macchina cerca la presenza del virus nella provetta e il campione si può contaminare non può accadere l'inverso. I pazienti che escono da Trecenta e vengono trasferiti nelle altre strutture sono tutti con tampone negativo nella cartella clinica». 
Resta invece aperto il problema degli otto pazienti positivi fra i ricoverati nell'area chirurgica dell'ospedale di Rovigo, che si articola in Chirurgia generale, Chirurgia vascolare e Urologia, è stata chiusa per la sanificazione, con il blocco delle visite, l'attività sospesa, gli interventi urgenti smistati ad Adria e tutti i pazienti spostati: quelli negativi in altre aree pulite dell'ospedale, quelli positivi, uno di Chirurgia vascolare e sette di Urologia, invece, al settimo piano, dove sono ricoverati gli altri pazienti Covid.
Lunedì i pazienti negativi al tampone dovrebbero tornare nei rispettivi reparti, mentre gli otto contagiati, insieme agli altri positivi attualmente in Malattie infettive, Pneumologia e Terapia semintensiva a Rovigo, dovrebbero essere spostati tutti a Trecenta, con tutte le attività cliniche relative al Coronavirus che a quel punto saranno concentrate solo al San Luca.
Francesco Campi © RIPRODUZIONE RISERVATA