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Confcommercio lancia il marchio ImprendiGreen per attività sostenibili

Lunedì 27 Giugno 2022 di Nicola Astolfi
La presentazione del progetto ImprendiGreen in Camera di commercio

ROVIGO - «Servono dialogo e squadra: in due parole, “fare sistema” per programmare le opportunità» a partire dai temi della sostenibilità: è l’obiettivo per il quale Confcommercio ha coniato il marchio distintivo “ImprendiGreen”, da assegnare a imprese e associazioni virtuose nella transizione ecologica. Con il presidente provinciale Stefano Pattaro e Francesco Antonich di Confcommercio imprese per l’Italia, l’associazione di categoria ha presentato al Salone del grano della Camera di commercio un’iniziativa che vuole essere il contributo della Confcommercio stessa a raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Dietro al concetto di “ImprendiGreen” c’è una lista di 900 “buone pratiche” individuate da un gruppo di esperti dell’università Sant’Anna di Pisa. Ed è già a disposizione, all’indirizzo imprendigreen.confcommercio.it, una procedura di autovalutazione online secondo i più autorevoli standard nazionali e internazionali.

LA VALUTAZIONE
Come viene assegnato il marchio “ImprendiGreen”? Un’impresa del settore turismo, per esempio, ha a disposizione 221 pratiche: 45 dedicate al settore e 176 che valgono anche per altri tipi di attività. Il punteggio massimo complessivo è 733 punti e per ottenere il riconoscimento occorre raggiungere il 20% del punteggio ottenibile dalle pratiche totali previste. Da diversi anni, tra chi ha già preso la strada della transizione ecologica, c’è il Mulino al Pizzon. È tra i fondatori dell’Associazione nazionale mulini storici, e mostra oggi che «i musei non campano da soli». Così, ha raccontato il proprietario Giuseppe Marangoni, nell’ex casa del mugnaio sono stati realizzati una foresteria e un ristorante, mentre la parte museale è in comodato d’uso ai volontari dell’associazione di promozione sociale Ctg. Marangoni ha poi richiamato sette punti nel percorso di transizione tracciato finora: il primo, il recupero di «un monumento “patrimonio della comunità”, riconosciuto come eccellenza dal Fondo ambiente italiano» è stato realizzato con «un progetto non di pura conservazione, ma in grado di dare anche autonomia economica». Terza pietra miliare è stata l’installazione di impianti fotovoltaici senza consumo di suolo, per complessivi 25 kilowatt di potenza, e la riconversione dal riscaldamento a gas alle pompe di calore. Anche se allo stesso tempo, al Pizzon hanno dovuto fare i conti con dinieghi all’utilizzo della geotermia e dell’acqua consortile nel progetto di ricavare elettricità idroelettrica dal naturale salto d’acqua del mulino. Contribuiscono alla transizione ecologica anche il riciclo, il giardino delle erbe aromatiche, lo squero oggi utilizzato per riparare e restaurare barche da fiume, per fare corsi di voga alla veneta e per eventi con gruppi remieri, e soprattutto «l’ospitalità e la passione che gli ospiti riconoscono in chi li ospita».

DELTA IN PRIMA FILA
«Se pensiamo all’ambiente e al green - ha affermato il presidente della Camera di commercio di Venezia-Rovigo, Massimo Zanon - possiamo prevedere un futuro migliore anche di quello immaginato». Poi, ha rivelato che «giovedì scorso, assieme al vice presidente vicario Gian Michele Gambato, abbiamo incontrato rappresentanti della Camera di commercio italiana per la Svizzera. E abbiamo raccolto la disponibilità di imprenditori a investire nel recupero di siti dismessi, in aree come quelle del Delta del Po».
Al convegno “Insieme per fare città, sostenibili e green”, Confcommercio Rovigo ha mostrato così, per il rilancio dell’economia e dell’occupazione, un modello di sviluppo in cui ogni soggetto sente di giocare un ruolo a sostegno dell’ambiente e di modelli di vita sostenibili.

Ultimo aggiornamento: 13:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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