La Concessionaria fantasma di Occhiobello e le truffe con le auto di lusso: arrivano le prime pene per i 4 indagati

Mercoledì 26 Gennaio 2022
La Concessionaria fantasma di Occhiobello - Foto di Peter H da Pixabay

OCCHIOBELLO (ROVIGO) - (F. Cam.) Prime pene per quattro degli indagati nell'ambito dell'indagine che la Stradale ha chiamato Viralcars, incentrata sulla concessionaria fantasma di Occhiobello, la Ev Auto di via Eridania, al centro di un giro di truffe seriali, 34 quelle ricostruite nel capo d'imputazione, sulla vendita di auto di lusso, che ha fruttato guadagni illeciti per circa 700mila euro. Ieri, davanti al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Rovigo Pietro Mondaini sono comparsi il 45enne pordenonese Andrea Frecentese, il 26enne romeno Ion Bachmatchi, il 36enne di Jesolo Enrico Imperi ed il 49enne Oriano Pedini, padovano di Campo San Martino. I primi tre hanno patteggiato rispettivamente 2 anni e 6 mesi Frecentese e 2 anni ciascuno Bachmatchi ed Imperi, mentre Pedini ha scelto l'abbreviato venendo condannato a 1 anno, sospeso con la condizionale. Per tutti i riti alternativi hanno fruttato la riduzione di un terzo della pena. Una scelta diversa hanno invece fatto altri sei imputati che si trovano a processo, con la prima udienza che si è celebrata il 30 settembre scorso.


L'OPERAZIONE

Dieci le misure di custodia cautelare in carcere che erano state disposte su richiesta del pm Andrea Bigiarini, una delle quali, per il 32enne romeno Costinel Leu, è scattata il mese scorso, in Romania, sulla base di un Mandato di arresto europeo. Tutto si svolgeva come nelle più classiche truffe online, con annunci di auto di lusso in vendita a prezzi stracciati. A rendere il tutto più credibile, il fatto che in questo caso le auto non fossero solo esposte virtualmente, ma venissero anche mostrate fisicamente, nella concessionaria di Occhiobello.
In realtà le auto, varie Bmw, principalmente X4, Range Rover e Porsche, venivano prese in prestito o affittate solo per il tempo necessario a farle vedere, senza targa, agli acquirenti, ai quali veniva spiegato che costavano poco perché erano di importazione. Poi, veniva fatto loro firmare un contratto di vendita, con tanto di false pratiche della Motorizzazione, chiedendo un acconto, mediamente sui 3mila euro. Le auto, però, poi non arrivavano. Un meccanismo ben orchestrato, tanto che a a Frecentese, insieme ad altri tre imputati, è stato contestato anche il reato di associazione per delinquere. A far partire le indagini, nel marzo 2020, la segnalazione della Motorizzazione di Rovigo di anomalie nell'immatricolazione di due auto. Nel maggio successivo, poche ore dopo una visita della Stradale, la concessionaria è poi scomparsa.

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