​Clandestini, la rotta passa lungo il Po: ragazzini nascosti tra i pallet dei tir

Domenica 11 Ottobre 2020 di Roberta Paulon
​​Clandestini, la rotta passa lungo il Po: ragazzini nascosti tra i pallet dei tir

ROVIGO Stavano scaricando i bancali dal cassone di un tir, quando si sono trovati davanti due ragazzini stranieri nascosti, accovacciati tra i pallet. È successo ai dipendenti di un'azienda di Polesella nella serata di giovedì. Increduli, hanno interrotto l'attività per soccorrerli, chiamando i carabinieri. Nella serata di giovedì i dipendenti di un'azienda che commercia sabbia e legname, con sede lungo la Statale 16 a Polesella, hanno trovato i due ragazzini, fortunatamente in buona salute anche se stremati, nascosti in mezzo alla merce del camion che proveniva dal Montenegro.


GLI ACCERTAMENTI

I carabinieri li hanno fatti scendere e al termine degli accertamenti li hanno accompagnati all'ospedale di Rovigo per il tampone Covid che è risultato negativo e per affidarli, infine, a una struttura per minori. Dopo i vari adempimenti, nella mattinata di venerdì i carabinieri della stazione di Polesella hanno deferito in stato di libertà alla Procura dei minori di Venezia, per il reato di ingresso illegale nel territorio italiano, due ragazzini del Pakistan di 16 e 17 anni.


I PRECEDENTI

Un fatto che ha rinfrescato il ricordo dell'operazione Caronte condotta dai carabinieri del comando provinciale di Rovigo, con il supporto della stazione carabinieri di Polesella, che aveva portato alla luce con due arresti e successive condanne, un traffico di esseri umani. Nel marzo 2019, i carabinieri avevano infatti arrestato due 24enni pakistani responsabili di aver avviato un'attività di trasporto di stranieri irregolari dalla Slovenia all'Italia transitando per il Polesine e con meta finale proprio la provincia di Rovigo oppure la Germania. Il trasporto veniva pagato con qualche centinaio di euro dagli stranieri irregolari siriani e pakistani, che venivano caricati in Slovenia in auto di piccola cilindrata per non destare sospetti e poi trasportati in Italia. Impossibile non notare le analogie con quanto accaduto giovedì scorso: la rotta è sempre quella dei Balcani, dove chi fugge cerca un passaggio verso l'Italia per poi proseguire cercando fortuna verso altri Paesi europei come Germania o Francia. Cambia però la modalità di trasporto.


LE INDAGINI

Saranno ora i carabinieri a cercare di capire se sia stato un tentativo autonomo di entrare in Italia da parte dei due ragazzini oppure se dietro il loro arrivo ci sia un'organizzazione. «Questo caso stranissimo commenta il sindaco Leonardo Raito ci conferma che siamo un territorio di confine. Un episodio esattamente analogo non c'era mai stato, ma già in passato grazie ai carabinieri e alla Polizia locale avevamo fermato un traffico di esseri umani con l'operazione Caronte. A quel tempo avevano un appartamento d'appoggio che garantiva ospitalità temporanea a queste persone entrate illegalmente con lo scopo di ripartire per recarsi altrove. In quell'occasione si è creata una bella collaborazione tra Comune, carabinieri e Polizia locale che si ripeterà se necessario».

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