Ciminiera sì o ciminiera no? Un superesperto dirà se abbattere o no la torre dell'ex centrale Enel

Mercoledì 25 Maggio 2022 di Anna Nani
Il cantiere di demolizione dell'ex centrale Enel

PORTO TOLLE - Ciminiera sì o ciminiera no? Da una parte c’è chi vorrebbe che la torre della ex centrale termoelettrica Enel di Porto Tolle rimanesse come simbolo, mentre altri la ritengono un orpello superfluo di qualcosa che non c’è più. Per i primi la ciminiera è una sorta di strano legame affettivo con un sito industriale pensato dal Governo di allora perché quel lembo di terra avesse un futuro dopo l’alluvione del 1966 all’isola della Donzella. Per i secondi, invece, rappresenta una semplice torre in cemento, scordando, forse, che senza quell’impresa, che è stata tanto amata ma anche tanto odiata, proprio in quella zona non sarebbero mai state realizzate tante infrastrutture ed interventi di sicurezza idraulica che sono ancora presenti. 

IL CANTIERE 

Proprio per valutare lo stato di salute della ciminiera così da deciderne il destino con un sano pragmatismo, ieri è arrivato nel Delta Renato Vitaliani, professore onorario, già ordinario, di Tecnica delle costruzioni della facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova con la sua squadra di tecnici. «L’ingegnere ha fatto un sopralluogo per avere contezza di che tipo di indagine effettuare», rileva Mario Raniolo, direttore di Human Company l’altro colosso, questa volta specializzato in turismo all’aria aperta, che nei giorni scorsi ha depositato il progetto preliminare di quello che dovrebbe diventare Delta Farm: un villaggio turistico tra i più grandi (dovrebbe portare 8mila visitatori al giorno) e moderni che ci siano in circolazione capace di unire rispetto per l’ambiente con le sue case mobili alla tecnologia e quindi all’efficientamento, tra le ipotesi l’idea di dotare di domotica le varie casette per il contenimento del consumo energetico. 

RILIEVI TECNICI 

«Vitaliani ha acquisito tutta la documentazione tecnica relativa alla ciminiera da parte di Enel e dopo questo primo sopralluogo stabilirà quali esami fare – sottolinea ancora il direttore -. Come Human Company il nostro primo interesse è la sicurezza, non abbiamo ancora deciso se demolirla o meno. Tenerla come simbolo andrebbe più che bene e ci spiacerebbe essere costretti a tirarla giù. Ma è necessario fare delle indagini approfondite non soltanto alla struttura, ma anche al suolo per tenere conto della resistenza sismica. Prima di decidere il da farsi vogliamo sapere il suo stato». 

ARCHITETTURA INDUSTRIALE 

Realizzata tra gli anni ‘74-’75 con un diametro di 20 metri in cima, un’altezza di 250 metri e quattro canne fumarie all’interno che servivano per espellere i gas combustibili nell’atmosfera, la ciminiera rimane la più alta struttura non metallica costruita in Italia e la seconda in altezza tra le torri artificiali dopo il trasmettitore di Caltanisetta. Ad accompagnare la visita per l’amministrazione comunale c’era la vicesindaco Silvana Mantovani che dichiara: «Siamo continuamente coinvolti da Human Company come amministratori nel percorso di demolizione di questo sito industriale che sarà trasformato in un polo turistico di eccellenza. Siamo venuti qui perché grazie al professor Vitaliani si sta facendo una valutazione sullo status del camino che per anni ha identificato questa zona anche a chilometri di distanza. Speriamo che arrivi una grande spinta di velocizzazione alla demolizione perché sorga un grande centro turistico legato al Delta del Po e a un tipo di turismo legato alla visitazione di un territorio talmente fantastico da essere riconosciuto dal Mab Unesco». 
 

Ultimo aggiornamento: 26 Maggio, 07:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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