Biocalos raddoppia l'attività di trattamento rifiuti: ambientalisti sul piede di guerra

Sabato 16 Ottobre 2021 di Ilaria Bellucco
Un impianto di trattamento dei rifiuti

CANDA/LENDINARA - La Provincia dà il via libera all’ampliamento della Biocalos, che potrà raddoppiare la mole di lavoro trattando 70mila tonnellate all’anno di rifiuti, con un provvedimento che desta preoccupazioni negli ambientalisti locali. L’azienda che conduce l’impianto a Canda ha ottenuto l’autorizzazione per far crescere la propria attività: attualmente tratta 36.300 tonnellate all’anno di scarti non pericolosi e produce un compostato misto; ora potrà arrivare a 70.000 tonnellate l’anno (dopo una prima fase a 50.000 t. che durerà circa un anno) e produrre un ammendante compostato con fanghi. Autorizzando l’ampliamento, la Provincia ha fissato una trentina di prescrizioni. Tra queste vi sono controlli sulle emissioni e un monitoraggio semestrale per gli odori, verifica delle concentrazioni di Pfas sui fanghi non agroindustriali e sul prodotto finito e analisi di alcuni tipi di digestati prima dell’utilizzo, oltre a un‘osservazione del rumore.
Il progetto, che risaliva a oltre dieci anni fa, nel 2019 era stato dichiarato decaduto perché erano trascorsi i tempi previsti per la realizzazione; tuttavia nel 2020 la Biocalos aveva reiterato la procedura per la Valutazione d’impatto ambientale.

PREOCCUPAZIONE

«Un altro impianto impattante sul nostro territorio sta per essere costruito. Dopo l’ampliamento della discarica di Sant’ Urbano, ci sarà anche l’ampliamento della Biocalos, che praticamente raddoppia la sua capacità», commenta preoccupato il Comitato Lasciateci respirare di Lendinara insieme al coordinamento Terre Nostre Veneto. Il gruppo ambientalista lendinarese critica alcuni aspetti relativi dell’operazione: «Nella determina della Provincia non è chiara la quantità, la destinazione finale e l’utilizzo del digestato e del compost prodotti, inoltre si parla anche di Pfas senza però specificare da dove provengono, come vengono trattati e, soprattutto, come vengono smaltiti. È comunque previsto un aumento del traffico pesante con conseguente aumento di inquinamento atmosferico, visto che si ipotizza un transito a regime di 50 mezzi pesanti al giorno (stima cautelativa) da e per il sito, con una aumento del 100% rispetto alla situazione attuale».

RISCHIO ODORI

Altro punto che preoccupa Lasciateci respirare è quello relativo agli odori, per i quali l’impianto dovrà adottare le migliori tecnologie e procedure disponibili. «Ci auguriamo di non dover ripercorrere le stesse esperienze negative sperimentate dagli abitanti di altri paesi, anche del Polesine, a causa di simili impianti, caratterizzati dalla presenza di odori molesti e persistenti», è l’auspicio degli ambientalisti.
 

Ultimo aggiornamento: 09:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA