Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Stienta, le campane della messa “silenziano” le celebrazioni per la Repubblica

Domenica 5 Giugno 2022 di Alessandro Garbo
Il ministro Patrizio Bianchi e don Giancarlo Berti, parroco di Stienta

STIENTA - Sabato scorso alunni e scuole di Stienta hanno ricevuto la visita del ministro all’Istruzione Patrizio Bianchi. Il mancato passaggio istituzionale all’infanzia Sacra Famiglia (paritaria) avrebbe però amareggiato don Giancarlo Berti. «La scuola parrocchiale è stata saltata dal ministro - dichiara il sacerdote- perché l’istituto non era inserito nel programma della giornata. Chi ha stilato quel programma, avrebbe dovuto prevedere anche una veloce visita all’infanzia. Mi sono recato personalmente a conoscere il ministro Bianchi e ho scambiato un paio di parole con lui: ribadisco che non è colpa sua, ma la mancata visita mi ha amareggiato». Non siamo certo a una riedizione di don Camillo e Peppone, ma quando, il 2 Giugno, in occasione delle celebrazioni per la festa della Repubblica, il suono delle campane avrebbe guastato l’intervento istituzionale del prefetto Clemente Di Nuzzo, l’idea ha sfiorato qualcuno. Contrariato per le accuse mosse dai compaesani, il parroco risponde per le rime: «Nessuno mi ha chiesto di modificare o annullare il suono delle campane, programmato da anni a cadenza quotidiana. Sono “tarate” a quell’ora per annunciare come sempre la messa della sera: vivo sereno e so quello che faccio, non ho disturbato nessuno». 


«POLEMICA INUTILE»
Per Enrico Ferrarese, sindaco di Stienta e presidente della Provincia di Rovigo, presente in duplice veste istituzionali alle manifestazioni che si sono svolte in paese: «Non è successo niente di che e non vedo il motivo di fare polemica. Il ministro Bianchi è venuto in visita alle scuole elementari e l’Istituto comprensivo è stato informato: la scuola d’infanzia paritaria, così come il nido comunale, sono fuori dall’istituto comprensivo e quindi non sono state visitate. Il parroco è stato comunque invitato e ha partecipato alla visita. Per quanto riguarda l’episodio delle campane che hanno suonato durante la ricorrenza del 2 Giugno, quei pochi minuti sono stati vissuti con buon senso e tranquillità: il prefetto di Rovigo, Clemente Di Nuzzo, l’ha buttata in ridere e ha sottolineato il fatto che i piccoli paesi vivono di episodi curiosi, come quello che è avvenuto a Stienta. Ho rispetto della funzione religiosa e dell’età del parroco, quindi preferisco non aggiungere altro». Era stata comunque una gradevole giornata quella vissuta da alunni e insegnanti lo scorso 28 maggio. Il ministro Bianchi, per una curiosa coincidenza arrivato in Polesine proprio nel giorno del suo 70esimo compleanno, aveva conosciuto docenti e studenti dell’Istituto comprensivo. Dopo un breve passaggio alla scuola primaria, Bianchi è giunto alla scuola media, dove ad accoglierlo c’erano gli allievi che hanno intonato l’Inno di Mameli. Tra i principali motivi d’interesse della giornata anche l’illustrazione del progetto Patto educativo di comunità, proposto alla Cattedra Unesco in Education, Growth and Equality e portato avanti dalla primaria.

Ultimo aggiornamento: 6 Giugno, 10:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci