La seconda estate più calda e siccitosa degli ultimi 25 anni

Lunedì 9 Settembre 2019 di Francesco Campi
Termometri sopra la media
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ROVIGO - I violenti temporali di ieri, con le temperature scese inesorabilmente e qualche chicco di grandine, anche non troppo piccolo, che ha tamburellato su Rovigo senza creare particolari problemi, mentre sulle Dolomiti già ci sono le cime imbiancate, hanno consegnato ormai agli archivi l’estate 2019. Un’estate che sottolinea l’Arpav, è stata la seconda più calda degli ultimi 25 anni dopo quella torrida del 2003 guardando alle temperature medie dei tre mesi (per questo superiore a quella rovente del 2017, ma per una durata di tempo inferiore).
 
Un’estate che a suo modo, così come era stata fuori scala la primavera, di fatto mai arrivata, è stata una stagione “non normale”. «È stata un’estate - spiega l’Arpav - nel complesso calda e siccitosa, mediamente tra le più calde degli ultimi 25 anni, sia per la media delle temperature minime, 1,8 gradi in più rispetto alla norma, che per quella delle massime, in media più 1,4 gradi, classificandosi al secondo posto preceduta solo dalla calda estate del 2003. Per quanto riguarda le piogge è stata tra le più siccitose, al quarto posto dopo il 2001, il 2012 e il 1994. Dal punto di vista termico l’andamento stagionale è stato caratterizzato da una frequente alternanza di brevi fasi leggermente più fresche con altre più calde, intervallate da periodi prolungati con temperature superiori alla norma di qualche grado. Il mese più caldo rispetto alle medie di riferimento è stato giugno (in media più 2,6 gradi per le minime e più 3.4 per le massime) mentre luglio e agosto, pur risultando ambedue sopra la norma, hanno registrato scarti più contenuti (intorno a più 1 o 2 gradi)».
Per i picchi di calore, Rosolina è sul podio. «In pianura la località più calda è risultata Chiampo (Vicenza) con una massima di 39,4 gradi registrata il 27 giugno (media storica terza decade di giugno pari a 28,7); nell’area costiera 35 gradi a Venezia, 36 a Rosolina, 37 a Eraclea, 36 a Bibione (raggiunti mercoledì 26), superando i record storici del mese registrati a giugno 2003 e in alcuni casi anche i massimi assoluti stagionali come a Campodarsego (Padova), Montegalda (Vicenza), Zero Branco (Treviso), Trissino e Chiampo (Vicenza)».
Per quanto riguarda le piogge, sottolinea ancora l’Arpav, «in media i quantitativi stagionali sono stati inferiori alla norma del 25% circa. L’estate 2019 è risultata tra le più siccitose degli ultimi 25 anni, preceduta dall’estate del 2003, del 2012 e del 1994». Se giugno è stato un mese molto secco, ad agosto sono caduti mediamente sul Veneto 84 millimetri di pioggia, mentre la media del periodo 1994-2018 è di 98. Anche in questo caso, il Polesine è sul podio: le precipitazioni più scarse del mese sono state misurate dalle stazioni di Legnago e Legnaro, entrambe con 16 millimetri, e Villadose con 18. A livello di bacino idrografico, tuttavia, rispetto alla media 1994-2018, Fissero Tartaro Canalbianco, Adige e Po al 31 agosto erano nella norma. Ultimo aggiornamento: 10 Settembre, 08:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA