Pescatore vede una scarpa affiorare dal Po: è il corpo dell'anziano scomparso dalla casa di riposo

Venerdì 13 Maggio 2022
Le ricerche dei vigili del fuoco

TAGLIO DI PO - Un corpo senza vita è riemerso dalle acque del Po di Gnocca. I documenti e le chiavi che sono stati trovati nei brandelli di vestiti hanno permesso di identificarlo in Marco Cibin, il 90enne di Bosaro, scomparso il 21 gennaio dello scorso anno dalla casa di riposo San Gaetano di Crespino. Il macabro ritrovamento è avvenuto nel pomeriggio di ieri, 12 maggio, attorno alle 13, nel tratto che bagna la frazione tagliolese di Polesinello. Marino Beccati, un pensionato con la passione per la pesca e che tiene ormeggiata una barca al pontile a ridosso della scaletta dove si trova lo strumento per il controllo igrometrico del fiume, come d'abitudine si è messo a ripulire da rami e plastiche che spesso si fermano in quel punto sospinti dalla corrente. Ad un certo momento ha notato una scarpa affiorare e, quando ha smosso i detriti, il corpo è venuto a galla. Subito ha chiamato il 112 e una pattuglia della stazione tagliolese è accorsa sul posto. Anche il giovane Marco Gasparetto si è messo a disposizione per cercare di dare il proprio contributo, ma è stato solo dopo l'arrivo dei vigili del fuoco, dal distaccamento di Adria, che il corpo è stato portato a riva, attorno alle 17.

Il medico del Suem ha effettuato una prima sommaria ispezione cadaverica, verificando che si trattava di un uomo in età avanzata e in acqua da lungo tempo. Poi, il rinvenimento della carta d'identità ha permesso di risalire all'anziano, che faceva parte del gruppo degli autosufficienti della casa di riposo crespinese e che era sparito improvvisamente, nel pomeriggio del 21 gennaio 2021. Subito erano scattate ricerche a tappeto, non solo da parte dei vigili del fuoco, che dopo aver installato una centrale operativa in piazza Fetonte, avevano messo in campo anche il Nucleo sommozzatori, gommoni, cani molecolari, droni ed elicottero, ma anche dei tanti volontari crespinesi di Pro Loco e Protezione civile, con il sindaco di Crespino Angela Zambelli in prima fila nel dare il proprio contributo per coordinare le ricerche. L'argine, la golena, il paese e anche la campagna circostante erano state battute palmo a palmo, ma nulla. Fino a ieri, quasi un anno e mezzo dopo.
 

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