Sito industriale abbandonato rinasce
con un investimento da 100 milioni

Sito industriale abbandonato rinasce  con un investimento da 100 milioni
ADRIA - È stato presentato oggi a Padova il primo impianto al mondo su scala industriale per la produzione di butandiolo (componente fondamentale di moltissimi prodotti come tessuti elasticizzati o stretch, scocche dei telefoni cellulari, connettori delle auto, etc) mediante la fermentazione di materie prime rinnovabili. Novamont, società specializzata nello sviluppo e nella produzione di bioplastiche e biochemical attraverso l'integrazione di chimica e agricoltura, aprirà domani lo stabilimento Mater-Biotech a Bottrighe, in provincia di Rovigo, grazie ad un investimento di 100 milioni di euro che riconvertirà un sito industriale abbandonato. L'impianto sarà in grado di produrre 30mila tonnellate anno di butandiolo direttamente da zuccheri attraverso l'utilizzo di batteri con un risparmio di oltre il 50% di emissioni di Co2.

Nella presentazione ha parlato di «bioeconomia» l'amministratore delegato di Novamont, Catia Bastioli. «La sfida non riguarda solo industria e agricoltura ma molto di più - ha spiegato - riguarda la possibilità di sfruttare siti deindustrializzati e tecnologie prime al mondo per costruire impianti che non siano cattedrali nel deserto ma punti di connessione e di partenza per nuove iniziative». Il nuovo impianto di Bottrighe a regime darà lavoro a 70 persone, ma si arriverà a 180/200 calcolando l'indotto. «Mater-Biotech è un tassello di un sistema di impianti primi al mondo e interconnessi - ha continuato l'ad Bastioli - al quale dobbiamo guardare come un formidabile acceleratore, come un punto di moltiplicazione di opportunità della filiera delle bioplastiche e dei chemical, per chi produce materie prime, per chi fa prodotti finiti, per nuove idee imprenditoriali, per la creazione di posti di lavoro, per chi si occupa di progettare un futuro di maggiore sostenibilità ambientale e sociale».

Il 2015 per Novamont si è chiuso con un turnover di 170 milioni di euro ed investimenti per ricerca e sviluppo di circa mille brevetti (6,4% del fatturato).
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Giovedì 29 Settembre 2016, 13:56






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2 di 2 commenti presenti
2016-09-29 21:32:34
queste sono realtà da elogiare e ammirare..speriamo che fra qualche anno non emigrano nei paesi dell,est o in cina. come molte altre. ringo alberoni
2016-09-29 16:55:48
Alleluja, un tempo allo zuccherificio lavorava l'intero paese.