Bonifica contro gli allagamenti: ecco i tre progetti

Lunedì 9 Settembre 2019 di Francesco Campi
La Bonifica contro gli allagamenti: ecco i tre progetti
ROVIGO - Tre progetti per un totale di 8,5 milioni di euro, proposti dal Consorzio di bonifica Adige Po, che hanno lo scopo di aumentare la sicurezza idrogeologica del Polesine e che sono stati finanziati con le risorse stanziate dal Governo per gli Interventi urgenti di protezione civile in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che hanno interessato il territorio della regione veneto, dal 27 ottobre al 5 novembre 2018.
RISCHIO ALLUVIONEIl primo progetto prevede la deviazione del Cavo Maestro del Bacino superiore in corrispondenza della Botte Paleocapa nei comuni di Bosaro e Polesella, con una spesa prevista di 5 milioni di euro. Come si spiega nel progetto esecutivo, «storicamente il corso d'acqua era diviso dalla Fossa di Polesella, attraversata con una botte sifone realizzata nel 1901: a monte il canale è denominato ancor oggi Cavo Maestro del Bacino superiore, mentre a valle Collettore Padano polesano». Questa botte, ormai vecchia e a rischio collasso, è una pericolosa strozzatura, insufficiente per le portate del Cavo Maestro in piena. «Un eventuale crollo causerebbe l'isolamento di 30mila ettari di un territorio fortemente antropizzato», spiega il Consorzio, che sottolinea come nell'autunno scorso siano emerse «le criticità del comprensorio con allagamenti in diverse località tra le quali Occhiobello, Calto e Castelguglielmo. Scopo del progetto è pertanto la realizzazione di un bypass in grado di collettare le portate sopra indicate e scolmare parte delle portate stesse verso la vicina idrovora di Bresparola».
ARGINI E POMPEIl secondo progetto finanziato, invece, prevede la messa in sicurezza idraulica del canale Buniolo nel tratto che attraversa Rovigo, Ceregnano e Adria per un importo di 2,5 milioni. Come si legge nel progetto esecutivo, «nell'autunno 2018 per effetto delle calamità atmosferiche, i livelli del Canalbianco hanno subito notevoli innalzamenti, causando di conseguenza effetti devastanti nelle scarpate e ai manufatti di regolazione del canale Buniolo».
Il terzo progetto, per un milione di euro, riguarda il ripristino funzionale dei gruppi di pompaggio galleggianti danneggiati dalle piene di novembre, che si trovano sull'Adige a Badia, Lendinara, Lusia, Rovigo, San Martino di Venezze e Pettorazza Grimani, e che servono per la derivazione di acqua a uso irriguo.
POST MALTEMPO 2018Non si tratta degli unici interventi finanziati in Polesine nell'ambito del piano dell'emergenza prodotta dalla cosiddetta Tempesta Vaia: con le due ordinanze firmate ad aprile e maggio dal presidente Luca Zaia, commissario straordinario per il piano emergenziale, con un totale di 139 milioni stanziati, sono stati destinati 7,5 milioni alla Direzione coste per interventi di ripristino e protezione del litorale polesano, 133.054 euro all'Aipo per i lavori di pronto intervento necessari a far fronte alle criticità manifestatesi in concomitanza della mareggiata e della piena che hanno interessato le arginature di prima e seconda linea di difesa dal mare nel Delta del Po, e le arginature di seconda categoria nel circondario idraulico di Rovigo, con le verifiche di filtrazione all'arginatura in sinistra del Po a Cavanella Po nel comune di Adria, 1,3 milioni al Genio civile per la messa in sicurezza dell'argine destro dell'Adige in corrispondenza del sostegno di Tornova fra Cavarzere e Loreo, e ben 4,7 milioni al Consorzio di bonifica Delta Po. Nel dettaglio: 1.350.000 euro per il ripristino dello sbarramento mobile antisale sull'Adige, fra Rosolina e Sant'Anna di Chioggia, con una modifica al sistema di deflusso della corrente; 1,3 milioni per analoghi interventi allo sbarramento mobile antisale sul Po di Gnocca; sempre 1,3 milioni per lo sbarramento mobile antisale alla foce del Po di Tolle; 10mila euro lo sbarramento mobile antisale sul Po di Gnocca fra Ariano e Porto Tolle; 40mila euro per la riparazione di una pompa dell'idrovora Bonello; 700mila euro per lavori alle idrovore di Ca' Venier, Ca' Dolfin e Goro.
Francesco Campi © RIPRODUZIONE RISERVATA