Autodromo di Adria, il gestore dell'International Raceway promette battaglia: «Chiusura senza motivo, danni incalcolabili»

Martedì 25 Gennaio 2022 di Guido Fraccon
I camion dei team lasciano la pista dopo il sequestro

ADRIA

«La chiusura dell’Adria International Raceway è avvenuta senza giustificato motivo». Ad una settimana esatta dal blitz che ha portato alla chiusura della struttura motoristica di Cavanella Po, Mario Altoè, legale rappresentante di Bioitalia, la società che negli ultimi anni ha gestito l’autodromo, rompe la consegna del silenzio. Altoè e la società che rappresenta sono pronti a dare battaglia nelle sedi deputate. «Il Tribunale di Rovigo - dice - non ha chiuso definitivamente l’autodromo ed il kartodromo. Al contrario il Tribunale di Rovigo si dovrà ancora esprimere per l’immediata riapertura della due strutture visto che Darma ed i curatori del fallimento F&M (l’avvocato di Padova Roberto Nevoni e il commercialista di Rovigo Giovanni Tibaldo ndr) non hanno le licenze e le autorizzazioni sportive ed urbanistiche, tutte in capo a Bioitalia spa, oltre alle risorse per portare avanti alcuna attività e manifestazione. A nome della società che rappresento, ed a nome dei dipendenti e collaboratori tutti, operanti all’interno della struttura sportiva motoristica internazionale, in base alla mutate circostanze che sono avvenute a seguito del chiusura dell’autodromo e kartodromo, senza giustificato motivo, siamo fiduciosi nell’operato della Magistratura per la riapertura del complesso nel più breve tempo possibile».

L’ALLUNGAMENTO PISTA

Ricordiamo poi che l’allungamento della pista è stato pagato da Bioitalia mentre il kartodromo fa capo alla stessa società. «Solo la riapertura immediata - conclude Altoè - potrà evitare danni incalcolabili a tutta l’economia del territorio e di immagine a Bioitalia spa». La decisione sul ricorso, nel merito, promosso da Bioitalia dovrebbe essere esaminata dal Tribunale l’11 febbraio. Venerdì invece i giudici Paola Di Francesco, Marco Pesoli e Pier Francesco Bazzega avevano, come sottolineato da queste colonne, respinto la sospensiva chiesta da Bioitalia dopo che i curatori fallimentari, con l’intervento dell’ufficiale giudiziario e delle Forze dell’ordine, durante una operazione coordinata dalla Questura, avevano apposto nella giornata di lunedì 17 i sigilli all’impianto motoristico, invitando i piloti ed i team presenti a lasciare libero il campo. Anche Bioitalia, società con sede legale a Roma e sede operativa in località Smergoncino di Cavanella Po, era stata costretta ad abbandonare i locali che occupava. Bioitalia, che si è sempre ritenuta estranea alla procedura fallimentare in atto nei confronti di F&M, avrebbe stipulato un preliminare col fondo Darma, costituito, a sua volta da varie società, proprietario della struttura, e promotore dell’istanza di fallimento nel confronti di F&M, che ha portato al fallimento del vecchio gestore. La società avrebbe pattuito con Darma il corrispettivo di un milione e mezzo di euro per gestire l’Adria International Raceway. Proprio Darma Asset Management Sgr, in proprio e in nome e per conto del fondo comune di investimento Ermes Real Estate aveva chiesto ed ottenuto il fallimento di F&M dal Tribunale di Rovigo. La sentenza porta la data del 21 ottobre 2020. La chiusura dell’autodromo e le conseguenze per il territorio finiranno invece domani al centro dei lavori del consiglio comunale, convocato per le 20.30 a palazzo Tassoni. Alla consiglio comunale, a meno di sorprese, non dovrebbe partecipare Altoè.

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Ultimo aggiornamento: 07:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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