Un doppio fontanazzo nei campi: torna la paura dopo la piena del Po

Giovedì 5 Dicembre 2019 di Anna Nani
Un doppio fontanazzo nei campi: torna la paura dopo la piena del Po
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ARIANO POLESINE - La piena è andata, ma non si ferma l’azione dell’Aipo, l’Agenzia Interregionale per il Po. Lunedì è stata impegnata a mettere in sicurezza un “fontanazzo doppio” che si è venuto a creare alla base dell’argine nei pressi dello stante 69 nel comune di Ariano nel Polesine (direzione Rivà) dove sono stati usati ben 600 sacchi di sabbia. A contenere quella che sarebbe potuta diventare un’emergenza sono stati una squadra di sei uomini dell’agenzia insieme all’azienda incaricata che dalle 2 del pomeriggio fino alle 10.30 di sera ha lavorato per posizionare la cosiddetta “saccata”, ovvero un insieme di sacchi di sabbia messi in maniera tale da portare in sicurezza la zona circostante e tenere sotto controllo il fontanazzo. Anche se nei pressi del fenomeno gli istruttori idraulici hanno trovato una tana di volpe l’ingegner Massimo Valente, responsabile Aipo per il Veneto spiega: «Per come si è evoluto non è scontato che sia così.   La piena è durata molto, l’argine non è impermeabile, quindi più tempo rimane a contatto con l’acqua più questa penetra al suo interno. Quindi è facile che si venga a saturare buona parte dell’opera in terra per poi sbucare da qualche parte trovando una via preferenziale e creando così un problema per noi».
PROBLEMI E RISCHI
Il tecnico spiega poi dove stia la problematica di questi fenomeni: «Nell’uscire l’acqua porta con sé della sabbia che si trova lungo un percorso che parte dal fiume, passa sotto l’argine e fuoriesce. Questa azione un po’ alla volta fa svuotare il cunicolo naturale che si è creato e può col tempo portare al cedimento dell’argine. L’intervento con i sacchi serve per contenerlo, perché il fontanazzo continuerebbe a portare fuori materiale rischiando di mettere in crisi l’argine con il cedimento della banca. Una situazione che ci avrebbe portato ad avere a che fare con una difesa meno solida di quanto non fosse in partenza». Un intervento quello effettuato lunedì che è stato reso possibile dalla continua azione di monitoraggio da parte degli uomini dell’Aipo che si sono immediatamente accorti che c’era qualcosa di strano. «Monitorare è un’azione fondamentale per tenere sotto controllo tutti i vari fenomeni, poi una volta passata la piena si pensa agli interventi che possono essere fatti come allargare la banca o ripristinare un pezzo che ha ceduto così da tornare a delle condizioni di sicurezza ottimali. Ad esempio in quel tratto di Ariano dovremo ripristinare un po’ tutta la sagoma dell’argine e controllare se ci sono delle tane di animali per chiuderle».
PERICOLO ANIMALI
I maggiori nemici degli argini sono le nutrie, i tassi, ma soprattutto le volpi che in autunno cominciano a scavare i propri cunicoli dove andare a figliare per poi fuoriuscire a primavera. Ma per un monitoraggio ottimale è necessario che gli argini siano puliti: «È importante per noi perché questo ci consente di vedere immediatamente tutto quello che potrebbe mettere in crisi un argine. È stato una piena che ci ha messo a dura prova. Fortunatamente i volontari della Protezione civile ci hanno dato una grossa mano perché solo in Polesine ci sono 370 chilometri di argini da controllare». Ultimo aggiornamento: 09:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA