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La soia continua il sorpasso sul mais, il frumento veneto nasce in Polesine

Lunedì 11 Aprile 2022 di Francesco Campi
I dati del 2021 confermano la crescita della soia e il boom del frumento

ROVIGO - Siccità e venti di guerra, il settore primario del Polesine vive un momento non facile. La pioggia di sabato, dopo quella del primo fine settimana del mese, ha offerto un po’ di ristoro alla terra arsa dalla siccità dovuta alla prolungata assenza di piogge in uno dei periodi invernali più asciutti della storia recente. Ancora poca roba, perché in entrambi i casi sono piovuti circa una trentina di millimetri di pioggia e la situazione resta preoccupante, come testimoniato visivamente dallo stato in cui si trovano i due grandi fiumi polesani, Adige e Po. Ora, però, gli occhi sono rivolti al futuro perché la campagna inizia a entrare nella stagione della “sete”, con grano e mais, le due colture prevalenti in provincia, che abbisognano di una crescente irrigazione.
Il Polesine, intanto, si conferma il “granaio del Veneto”, primo produttore sia di frumento duro che tenero, per i quali si sta verificando in questo momento un’impennata dei prezzi e una stretta sui consumi, con le limitazioni imposte nei supermercati all’acquisto di un numero eccessivo di confezioni di farina per effetto dell’accaparramento registrato nelle passate settimane. Un secondo fattore, dopo quello climatico, dovuto alla guerra in Ucraina, che si sta ripercuotendo sul settore primario che fa i conti in particolare con il rincaro di alcuni fertilizzanti d’importazione, oltre che del gasolio.

LA BASE
In attesa di capire quali saranno le fluttuazioni dei prezzi sul mercato dei cereali e in particolare del grano, nonché sulla resa che ci sarà in questa annata già segnata da condizioni meteorologiche mai viste, è interessante uno sguardo all’annata agraria 2021, sulla quale poche settimane fa Veneto Agricoltura ha diffuso alcune anticipazioni in attesa del report definitivo. In particolare, in Polesine si consolida lo storico sorpasso, avvenuto nell’annata precedente, della soia sul mais come prima coltivazione. La superficie dedicata a questa coltura in Polesine è aumentata ulteriormente, più 2,8%, arrivando a 31.500 ettari, terza estensione dopo Venezia con 34.700 ettari e Padova con 32.700. Nonostante i maggiori investimenti, il peggioramento delle rese ha contribuito a ridurre la produzione, meno 15,6% rispetto al 2020. Il mais, invece, in Polesine è diminuito di un altro 5,6% attestandosi a 27.600 ettari, la terza superficie dopo Venezia e Padova, rispettivamente con 30.600 e 30.400 ettari. Seppur la resa per ettaro sia stata inferiore rispetto a quella record del 2020, si stima comunque un incremento dei fatturati del 23%. La pagina più interessante, alla luce di quello che accade nel “granaio d’Europa”, seppur i dati indichino che la produzione di grano duro ucraino, così come del resto quella della Russia altro grande esportatore, vadano soprattutto in Asia e Nord Africa, è quella relativa al frumento. In questo campo, infatti, il Polesine primeggia.

FRUMENTO BOOM
La superficie coltivata a frumento duro nel 2021 in Veneto si è riportata a circa 15mila ettari, più 42,2% dopo il calo del 2020, e Rovigo si conferma la provincia più vocata, con oltre il 65% delle superfici coltivate a livello regionale: 9.700 ettari, con una crescita del 46,7%, seguita a notevole distanza da Verona con 2.100 ettari e Padova con 1.700 circa. Considerato il contestuale miglioramento della resa , il notevole incremento degli investimenti ha riportato la produzione complessiva a circa 90.600 tonnellate, più 55% rispetto al 2020, con un rialzo dei prezzi che ha fruttato aumenti di fatturati fino al 100%.
Discorso analogo per quanto riguarda il frumento tenero, con la superficie coltivata a livello regionale cresciuta del 12% e attestatasi a 95.300 ettari, con Rovigo prima provincia per superficie investita con circa 25.100 ettari e un aumento del 7,5%, seguita da Padova con 21.500 ettari e un più 19%, Venezia con 17.400 ettari, più 11,8%, e Verona con 15.200 ettari, più 9,2%. Anche per il grano tenero la produzione finale è stimata in crescita del 23,7% rispetto al 2020 e il fatturato del 60%.

Ultimo aggiornamento: 12 Aprile, 10:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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