Tangenti alle Terme, la Finanza
arresta anche Saverio Guerrato

Tangenti alle Terme, la Finanza
arresta anche Saverio Guerrato
ABANO - Blitz della Guardia di Finanza a casa del sindaco Luca Claudio che è stato arrestato. Alle 7 del mattino i militari sono arrivati a bordo di tre auto. L'operazione sarebbe sempre nell'ambito dell'inchiesta sulle tangenti per la quale oltre a Claudio è indagato anche l'ex sindaco di Montegrotto Massimo Bordin.
Cinque misure cautelari a carico oltre di Massimo Bordin, anche di Luciano Pistorello, Massimo Trevisan e  del rodigino Saverio Guerrato. 


IL POLITICO  - Da sempre nel centrodestra, Claudio è stato sindaco di Montegrotto per due legislature, poi è stato rieletto come primo cittadino di Abano e riconfermato domenica.
Luca Claudio è accusato di aver chiesto e ottenuto tangenti del 10 per cento sull'importo di lavori assegnati dalle due municipalità a una serie di imprese private. I finanzieri di Padova sono arrivati a questo dopo aver ricostruito tutti gli appalti assegnati ad Abano e Montegrotto dal 2008 in avanti.
Prima di essere portato via dagli agenti ha chiesto di poter salutare la mamma.

L'OPERAZIONE  - E’ una vera e propria “tangentopoli delle terme” quella portata a galla dall’operazione della Guardia di Finanza di Padova, che ha eseguito questa mattina, all’esito delle lunghe e complesse indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica (Procuratore Capo, dott. Matteo Stuccilli, e Sost. Proc. dott.ssa Federica BaccagliniI), un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP patavino nei confronti di due pubblici amministratori e tre imprenditori, indagati a vario titolo per i reati di concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e riciclaggio. Altri 18 soggetti sono indagati a piede libero nel medesimo procedimento penale. Eseguite anche 22 perquisizioni domiciliari e locali.
Le indagini dei finanzieri del Gruppo di Padova hanno consentito di alzare il velo su un vero e proprio sistema tangentizio che ha governato l’affidamento di appalti e lavori pubblici dapprima nel Comune di Montegrotto Terme, a partire dal 2008, quando il Sindaco Claudio era destinatario di una percentuale varia (dal 10 al 20%) sulle somme liquidate alle aziende che si occupavano della manutenzione del verde pubblico.

Quello illustrato dalla Guardia di Finanza è un sistema “esportato” poi nel Comune di Abano Terme nel 2011 e proseguito in quello di Montegrotto grazie al sodale Massimo Bordin (classe ’60, ora agli arresti domiciliari), passato nel frattempo dalla carica di vice sindaco a quella di sindaco. Numerosi gli imprenditori costretti a pagare per poter lavorare, consapevoli che se non avessero sottostato al “diktat” del sindaco del momento, avrebbero perso importanti opportunità di lavoro, fino a non lavorare più per i due comuni termali. Ben 7 di essi, nel corso delle indagini, hanno confermato di aver pagato tangenti per lavorare. Nei loro confronti è stato ipotizzato il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità, avendo subito una sorta di pressione morale: pagare ovvero accettare la prospettiva di non poter più contare sugli incarichi pubblici, a maggior ragione in epoca di crisi economica e di mercato sostanzialmente fermo.

In altri casi, soprattutto in presenza di appalti di maggior importo, è stata invece riscontrata una vera e propria “par condicio contractualis”, ossia un incontro libero e consapevole della volontà delle parti, tra pubblici amministratori infedeli ed imprenditori, in questo caso non “vittime” del sistema ma essi stessi attori dello stesso, allo stesso livello dei due Sindaci. L’accusa è in questo caso di corruzione. Diversi, nei due casi prospettati, la tipologia di lavori, ma anche il modo di pagare la tangente, sempre oscillante tra il 10 ed il 20% dell’importo dei lavori stessi. I piccoli imprenditori, quasi sempre gli stessi, operanti per lo più nel settore della manutenzione del verde – settore particolarmente importante trattandosi di località termali, a principale vocazione turistica e dunque sensibili all’arredo urbano - si vedevano assegnati i lavori a chiamata diretta ovvero a seguito di gara, a fronte della corresponsione di denaro contante. Il contante era utilizzato anche per sbloccare l’iter di procedimenti per il rilascio di concessioni e autorizzazioni edilizie, prima lento e difficile, poi, una volta che gli imprenditori avevano compreso la “necessità” di corrispondere utilità al Sindaco, miracolosamente efficiente.

E’ il caso dei 7.000 euro corrisposti nel novembre 2012 a Luca Claudio, come prima tranche della somma richiesta di  60.000 euro come contropartita per agevolare il rilascio di alcune autorizzazioni per cantieri edili; ma anche dei 25.000 euro per velocizzare una concessione edilizia per la costruzione di una palazzina, sempre ad Abano. In una circostanza, invece, per imprimere uno sprint alle pratiche relative al cambio di destinazione d’uso da commerciale a residenziale di alcuni immobili a Montegrotto, il sindaco Claudio ha indotto due imprenditori a cedergli un appartamento al prezzo di 65.000 euro, pari alla metà del valore di mercato.    
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Giovedì 23 Giugno 2016, 07:23






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