Zaia: «Scenario non tranquillizzante, nelle Regioni confinanti crescono i contagi, noi in calo da 15 giorni»

Venerdì 15 Gennaio 2021 di Redazione online
Luca Zaia
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Luca Zaia in diretta oggi, venerdì 15 gennaio 2021, per tutte le ultime notizie sul Coronavirus in Veneto e la gestione della pandemia.

Secondo il nuovo Dpcm, con la classificazione delle Regioni, il Veneto dovrebbe  finire  in fascia arancione a "rischio alto", ha spiegato nei giorni scorsi il governatore . Questo è il contesto giornaliero nel quale si inserisce la conferenza stampa del presidente della Regione Veneto, nella sede della Protezione Civile a Marghera. 

Il governatore ha segnalato un problema informatico con il bollettino che da ieri alle 8 non arriva.

Ma ecco i numeri per il Veneto: «La punta massima delle terapie intensive per il Veneto è stata il 31 dicembre scorso con 401 posti occupati, da 15 giorni c'è un calo anche se lo scenario non è tranquillizzante, ma significa che siamo sulla buona strada».

«Difficile capire se l'aggravamento generale del contagio dipende dalle varianti del virus, io non loso, ma vedo che anche all'estero c'è allarme con misure sempre più stringenti. Noi stiamo meglio ora, ma se abbassiamo la guardia commettiamo l'errore di quello che ha fatto una bella dieta e appena cala un po' di peso riprende a mangiare e ingrassa ancora di più. Dobbiamo evitare questo rischio.

Per fare il bilancio delle intensive oggi ne abbiamo un centinaio libere e pronte all'uso in caso di picco di ricoveri.

In primo piano oggi - venerdì 15 - ci saranno gli ultimi dati del contagio che vedranno in serata il report dell'Iss. Secondo me - ha detto Zaia - saremo in arancione.

Il documento ufficiale del GOVERNO - Scarica il PDF 

Scuola

E' sacrosanto che gli studenti chiedano le riaperture degli istituti, ma la cautela è d'obbligo, in questa pandemia abbiamo capito che le tendenze si possono essere invertire in pochi giorni.

Troppi commentatori se la prendono con la politica, ma noi  in Veneto stiamo programmando e facendo di tutto per uscire dalla crisi.  Stiamo con i piedi per terra, ma questo Covid è un fenomeno della natura che l'uomo sta cercando di contrastare.

La mortalità

Dato triste, ma i dati del Veneto sono in linea con le altre regioni più colpite dal Covid, anzi migliori, siamo stati colpiti, ma inferiori a Lombardia, Liguria, Emilia R., Piemonte e Trentino solo per citarne alcune.

Mascherine, segnalo una donazione di un milione di pezzi da Fabio Franceschi di Grafica Veneta, alcune hanno la scritta "Io sono vaccinato", sono destinate alle nostre case di riposo.

Crisi di governo

Il premier Giuseppe Conte ha fatto bene a scegliere di andare davanti alle Camere, se c'è la maggioranza vada avanti a governare, altrimenti deciderà il presidente Mattarella.

L'esperto

E poi intervenuto il prof. Giorgio Palù, ai vertici della sanità nazionale (presiede l'Aifa): «Causa Covid la mortalità oggi in Italia è oggi dello 0.05% quindi ancora inferiore a Hiv e Tbc, mentre la letalità è più elevata».

Vaccino italiano Astrazeneca

Sarà valutato il 29 gennaio - ha detto il prof. Palù - e io penso che verrà approvato  perché, bene o male, la sua capacità può venire incontro alle esigenze della sanità pubblica. Costa poco, non ha bisogno della catena del feddo, e anche perché gli inglesi stanno facendo da cavia». Palù ha ricordato che «l'Fda ha chiesto appunto un implemento di indagini perché AstraZeneca aveva fatto errori nella sperimentazione e nel controllo. In una certa coorte significativa di pazienti si erano accorti per errore che la prima dose dimezzata associata alla seconda produceva un effetto significativamente superiore, dal 60-65% al 90%, inspiegabile. Dopo si è visto che la popolazione di studio non era omogenea, i tempi erano diversi».

I tempi della pandemia

«Non si ricorda nella storia una pandemia che duri più di due anni. Non che i virus siano spariti, ma continuano a circolare un po' meno. Credo che questo dovrebbe esserre il destino di un virus come questo». «Il problema di questa panedemia è che ci sta bloccando, ed è chiaro che dobbiamo mettere in atto tutto, adesso e subito. Fare un lockdown finché finisce la pandemia non possiamo permettercelo».

La partita delle vaccinazioni

Il Veneto ne ha già somministrate oltre il 75% e sta per partire anche la vaccinazione con il Moderna, dedicata solo agli over 80 che verranno convocati con una lettera recapitata a casa. L'obiettivo del governatore è andare avanti con le somministrazioni per «creare una "mini immunità di gregge"»,  possibile solo con l'aiuto di tutti i veneti che, come ribaditsce  quotidianamente, «non devono abbassare la guardia e devono rispettare le regole». In tanto al terza ondata di Covid imperversa in Italia, le curve nelle varie regioni si stanno rialzando, ma il Veneto è in controtendenza per quanto riguarda i ricoveri.

Cartelle esattoriali, il blocco è a rischio. Corsa contro il tempo per i ristori

 

 

Zaia in diretta oggi

 

 

 

ll bollettino

Il report, per i problemi informatici già evidenziatisi ieri sera, 14 gennaio, è ampiamente incompleto e sarà aggiornato nel corso della giornata.

Vaccino Moderna

Le vaccinazioni nella nostra regione corrono ad ampie falcate, ora è il turno di somministrare anche le dosi arrivate del Moderna: «Sono 7.800 e saranno dedicate agli over 80, abbiamo inserito anche i pazienti oncologici. Per ogni fialetta, sottolinea, si possono creare 10/11 dosi», ha assicurato Zaia«Saranno gli over 80 della classe 1941 i primi chiamati per il vaccino Moderna, poi a scendere, arriverà una lettera a casa con l'appuntamento e il luogo dove andare - è intervenuta l'assessore alla Sanità Manuela Lanzarin -, sono 350mila gli anziani da vaccinare ai quali vanno sottratti gli ospiti delle case di riposo. Gli oepratori andranno a domicilio per chi non si potrà spostare»

 

Nuovo Dpcm

L'attesa è tanta per le nuove misure e i parametri di valutazione delle Regioni che verranno inseriti nel nuovo Dpcm, ma siamo agli sgoccioli, domani il testo dovrebbe essere reso noto: «Stamani abbiamo avuto la riunione con il Governo sul Dpcm abbiamo appreso della riduzione della chiusura dei confini regionali al 15 di febbraio, non più a marzo, ma vorremmo fare dei "tagliandi" strada facendo controllando i dati. Io aggiunerei che sarebbe ora di uniformare i dati: dal 15 gennaio ci sarà finalmente nel bollettino la colonna dei tamponi rapidi, una fase diagnostica che tutte le regioni hanno - ha spiegato il governatore Zaia -. Per i vaccini invece abbiamo ascoltato il commissario Arcuri e abbiamo pensato di lavorare per creare un magazzino prudenziale di ogni regione, oltre al quale però non si danno più vaccini: non possiamo avere realtà dove si accumuano vaccini e altre che somministrano. Ci dovremmo incontrare nei prossimi giorni con la Conferenza delle Regioni per capire come agire e fare in modo che i vaccini vadano a chi riesce a farli. La fornitura di Pfizer continua con 40mila a settimana, Moderna ha una fornitura più esigua ma il 29 gennaio ci sarà la valutazione Ema per AstraZeneca, se così fosse noi potremmo chiudere la partita vaccinale per giugno». Che fine ha fatto il siero sperimentato a Verona? «Il vaccino tutto italiano Reithera è sperimentato in Veneto, ma non so quando sarà oggetto di valutazione Ema, credo sia già nella fase 2».

 

Covid, terza ondata


Rispetto delle norme e vaccini, questo il modo per contrastare la terza ondata di Coronavirus in Veneto: «La terza ondata è arrivata, guardate i dati di tutte le regioni per constatarlo, il contagio risale, noi dobbiamo fare in modo che non risalga anche da noi con il rigore nel rispetto delle norme, nel frattempo avanziamo con i vaccini e creiamo una mini immunità di gregge», ha detto ieri - 14 gennaio - il governatore  Zaia.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio, 09:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA