Zaia: «Divieto di spostamento dal Comune a Natale è una bestialità scientifica. Veneto zona gialla, sono sereno»

Venerdì 4 Dicembre 2020
Il governatore Luca Zaia
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VENEZIA - Il governatore del Veneto Luca Zaia fa il punto sull'emergenza Coronavirus in Veneto e sulle nuove disposizioni nazionali (Dpcm) in vigore da oggi, 4 dicembre,dalla sede della Protezione civile di Marghera. Ieri il governatore aveva criticato il governo (limiti agli spostamenti «senza nessun confronto con i territori e senza nessun accenno ai ristori» e divieto di sconfinamento a Natale, Santo Stefano e Capodanno fra Comuni «che da noi contano mediamente 5.000 abitanti») chiedendo modifiche. Richiesta che ha avanzato, in modo ancora più pressante, nel punto stampa di oggi. Sempre oggi, nel pomeriggio, è atteso il verdetto del governo sul Veneto zona gialla, Zaia al riguardo dice: «Sono sereno, stiamo rispettando praticamente tutti i parametri». L'ordinanza regionale per il Covid? «Per ora non verrà rinnovata. Anche per dimostrare atteggiamento di collaborazione con il governo rispetto al punto dei divieti del 25, 26 dicembre-1 gennaio».

Il bollettino. I nuovi positivi +3708 nelle ultime 24 ore (7,51% è la percentuale di incidenza dei positivi sui tamponi fatti, tenuto conto della somma di tamponi molecolari e brevi). In calo i ricoverati 3041 (-27), nelle terapie intensive 337 (+1). Morti: 4065: + 83 in 24 ore. Nelle terapie intensive quadro di stabilità, quanto ai ricoveri, la curva dà una tendenza in calo. Piega, cioè riduzione dei casi, su Belluno, Treviso, Padova, Verona, Vicenza e Rovigo, leggera crescita solo a Venezia.

Cosa ha detto Zaia

 

Divieto di spostamento dal Comune: il governo ci ripensi

«Se si fosse approfittato di un percorso da fare insieme alle Regioni, sarebbe stato meglio. Divieto di spostamento fuori Comune di residenza il 25 e 26 dicembre e l'1 gennaio: se da un lato è necessario pensare a restrizioni, dall'altro dal punto di vista sanitario ed epidemiologico questo divieto non ha una ragione sostenibile. Dopo di me anche il Comitato tecnico-scientifico nazionale ha detto la stessa cosa. Chiudere un piccolo Comune non è la stessa cosa che chiudere un Comune con migliaia o milioni di abitanti, questa norma è una bestialità scientifica. E ve lo dice uno che ha introdotto in Veneto restrizioni che nessun altro ha fatto in Italia, altro che atteggiamento di irresponsabilità. Contesto questa specifica restrizione, non altro. Spero che ci ripensino, che il governo si ravveda, è ancora possibile, il tempo c'è. Spero in un nuovo confronto confronto governo-Regioni. E poi a Natale siamo tutti più buoni, il Veneto è al fianco di Roma. Io ho in mente una soluzione, saprei cosa scrivere, ma al momento non posso dirla. E' chiaro che deve essere una soluzione giuridica. Capita di sbagliare ed è giusto rimediare. Non è una vergogna ammettere un errore».

Se il divieto resta così, domando: quanti lo rispetteranno? E non sarebbe giusto. Ma osservo ancora: cosa diranno i cittadini anziani dei piccoli comuni quando vedranno in tv che altri nel resto del Paese o nelle città non rispettano le regole?».

Il Dpcm, gli anziani

«Ci sono misure di assoluto buon senso nel decreto, ad esempio sugli orari dei negozi e dei centri commerciali, anche sulla riapertura delle scuole si può ragionare. Ma la parte delle 3 giornate (25, 26 dicembre, 1 gennaio) però non sta in p»iedi. Gli anziani ci stanno scrivendo: ma che senso ha questo divieto? E' innegabile che per loro, soggetti fragili per definizione, ritrovarsi con i familiari possa rappresentare un minimo elemento di rischio, ma da qui a dire che il divieto è un'assoluta garanzia ce ne corre. Il vero tema è quello degli assembramenti. Nel decreto il governo poteva fare di più. Per quanto riguarda la situazione del Veneto, resto preoccupato, soprattutto perchè questo che arriva sarà un periodo delicatissimo, con corse ai punti vendita, passeggiate nei centri cittadini, tutte occasioni di diffusione»

Nuove ordinanze regionali: non per ora

 Nuove ordinanze regionali per fronteggiare l'emergenza Covid? «Per ora non sono in vista. Anche per dimostrare atteggiamento di collaborazione con il governo rispetto al punto dei divieti il 25, 26 dicembre-1 gennaio».

Tamponi rapidi e molecolari

La discussione riguarda l'affidabilità dei tamponi rapidi rispetto a quelli molecolari. «I tamponi rapidi danno affidabilità oltre 95-96% fino a 33 amplificazioni Oct. Oltre questa soglia, la letteratura scientifica rileva cariche non infettanti. A breve non ci sarà neanche più il doppio tampone». 

Piano riapertura delle scuole

«Stiamo perfezionando il piano, la vicepresidente De Berti, l'assessore Donazzan ci stanno lavorando con l'Ufficio scolastico regionale, così eviteremo al Prefetto di fare tavoli. Il piano sarà pronto i primi giorni della prossima settimana a farla grande».

Veneto zona gialla

«L'Rt è sceso, siamo dentro praticamente tutti i parametri, siamo sereni».

La montagna vive una tragedia

«Qui si parla solo dello sci, ma la montagna sta vivendo una vera e propria tragedia: qui stiamo parlando della sopravvivenza di intere comunità montane. Spero che arrivino presto i ristori, perché lassù sono messi davvero male». 

Vaccini anti-Covid

«Il vaccino anti Covid sarà indicato anche per i guariti».

Svizzera: Veneto e Fvg in lista rossa

 «Davanti ad uno Stato che si sceglie le comunità di un'altra nazione da mettere in quarantena, io, se fossi l'Italia chiederei con quale criterio è stata fatta questa scelta, decidendo, tra l'altro, quali Regioni sì e quelle no, e implicitamente affermando di non riconoscere più un'unità nazionale. Lo dice, uno che vuole l' autonomia». Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, sull'indicazione della Svizzera di prevedere la quarantena per quanti entrano nel suo territorio da alcune regioni italiane, tra cui il Veneto. «Mi sembra che la Svizzera non abbia più posti nelle terapie intensive - osserva Zaia - Se fossi il ministro degli Esteri, su una vicenda così interverrei» .

Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre, 08:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA