Coronavirus Veneto, Luca Zaia in diretta: «Vittime: sono colpite tutte le età. Cosa succede dopo il 13? Decide il governo ma abbiamo piano per imprese»

Mercoledì 8 Aprile 2020
Coronavirus Veneto, Luca Zaia in diretta oggi 8 aprile 2020

Coronavirus Veneto. Il presidente della Regione Luca Zaia parla in diretta video dalla sua pagina Facebook ai veneti oggi, 8 aprile 2020. Zaia ha affrontato svariate tematiche, dai dati su contagi e vittime, all'eventuale piano di riapertura dopo il 13 aprile, al piano pronto per le aziende dopo la fine del blocco forzato, fino all'ipotesi di rinvio delle elezioni.

Il bollettino di oggi
Nuovi casi di Coronavirus in Veneto, con 389 positivi in più rispetto a ieri pomeriggio, anche se diminuiscono i ricoveri non critici e quelli in terapia intensiva. Lo riferisce il bollettino regionale di stamani. I contagiati dall'inizio dell'epidemia in regione sono 12.410, quelli attualmente positivi sono 10.170... (LEGGI TUTTO)


 

Zaia: ripartenza, piano veneto per aziende

Il governatore del Veneto Luca Zaia in diretta oggi 8 aprile 2002: cosa ha detto ai cittadini.

Positivi in aumento: la conseguenza dei tamponi
«Sono ad oggi 162.362 i tamponi fatti, la macchina è entrata in funzione quindi arriveranno più risultati e più casi di positività - ha precisato Zaia -. I casi di tamponi positivi sono destinati dunque ad aumentare. Poi c'è sempre la buona notizia: tra ieri sera e oggi sono 81 i nuovi bambini nati in Veneto». il governatore ha poi rinnovato l'appello ai veneti in quarantena forzata: «Ai cittadini chiedo di resistere ancora e grazie anche alle forze dell'ordine che ringrazio e alle quali chiedo di essere elastiche». «Dal punto di vista del modello matematico - ha ricordato Zaia - ieri è stata una giornata importante perché i ricoverati in terapia intensiva sono scesi sotto i 300».

Le vittime
Il Coronavirus colpisce tutte le fasce di età, Zaia oggi ha portato i dati: «Dai 45 a 55 anni abbiamo 8 persone morte, dai 55 ai 65 anni abbiamo 33 persone decedute, dai 65 ai 74 sono stati 101 i decessi, sopra i 74 sono stati 594, questo per dire che l'età media della mortalità è 82 anni, ma tutte le fasce di età sono colpite», ha spiegato il governatore.

Cosa accade dopo il 13
Riaprire o aspettare ancora? La decisione spetta a Roma. «Accadrà quello che il governo deciderà, non dipende da noi - ha detto Zaia -. Ma abbiamo già un piano pronto di monitoraggio e accompagnamento delle imprese con messa in sicurezza dei lavoratori. Da lunedì cambierà tutto e sapremo se riaprire o meno, per me occorre andare per gradi e con supporto scientifico. Aprire male presenta il rischio della ricaduta».

Il piano del Veneto per le aziende
«Abbiamo un piano pronto - ha aggiunto Zaia - per le imprese, con monitoraggio e affiancamento; deve essere affinato ma è pur vero che nella sua totalità è completato. Cercheremo di capire come si evolve la situazione. Vedo tante macchine per strada, è la dimostrazione di quel che è accaduto con il sistema del silenzio-assenso delle Prefetture. Comunque da lunedì ci sarà il Dpcm che dirà se riaprire o richiudere». Sulle modalità della riapertura «penso che si possa fare per gradi, sempre con il supporto scientifico evitando, ribadisco, il rischio della ricaduta. Due sono i grandi fattori: un modello sanitario diverso dagli altri paesi, dall'altro credo che il clima non sia irrilevante. Vivere la pandemia in fase primaverile è meglio che in una fase invernale, con 22-23 gradi, penso che il virus non se la passi bene, penso e spero», ha concluso. 

Il fattore climatico
Cosa sarebbe accaduto se il virus fosse impazzato durante la brutta stagione? Per Zaia un disastro. «Per me il fattore climatico non è irrilevante, essere in Primavera rende tutto meno problematico rispetto a vivere questa situazione in Inverno».

Truffe: attenti a chi chiede soldi per conto della Regione
In questo difficile momento ci sono anche individui che si approfittano della generosità dei cittadini: «Ci sono realtà che raccolgono fondi per conto della Regione, noi non inviamo nessuno per le case. Noi abbiamo il nostro conto, controllate, questo è l'unico conto ufficiale, non fidatevi».

Tre fratellini mandano una lettera con i soldi a Zaia
Un gesto davvero commovente quello dei tre fratellini treviginai. «Sono 375 euro quelli donati dai bambini Giorgia, Tommaso e Giacomo Mastellotto, di Spresiano, la lettera è arrivata ieri e Zaia l'ha letta in diretta, annunciando che verserà questa donazione nel conto regionale».

Giostrai e industria della giostra in difficoltà
Tanti i settori in crisi in questo periodo di chiusura, Zaia ne ha ricordato uno in particolare: «In tutto il mondo potete trovare giostre del Veneto, il settore va ricordato perché ha resa zero, così come i giostrai veneti che girano per sagre e fiere».

Elezioni: perché è sbagliato rimandarle
Voto a maggio o in autunno, ancora una volta Zaia dice la sua: meglio giugno, e spiega il perché. «Se si tenesse aperta la finestra delle comunali a Ottobre, io sostengo che ci sia il rischio di andare in un periodo invernale contestuale a un colpo di coda del virus. Chiaramente le elezioni devono essere fatte in sicurezza».

«Io non sono irresponsabile e non lo sono nemmeno i miei colleghi governatori. Dico solo che non è normale che si proroghino le legislature per sei-sette mesi». Lo ha affermato il presidente del Veneto Luca Zaia, tornando sulla questione dello spostamento del voto amministrativo. «Non ho nessuna critica - ha ribadito Zaia - a chi sta facendo le analisi a livello nazionale. Se si tenesse aperta la finestra sancita per legge che prevede che turno delle amministrative debba tenersi dal 15 ottobre al 15 dicembre, io sostengo che siccome le Regioni puntano all'election day, se lo si fa in periodo invernale, con la recrudescenza del virus si rischia non fare più le elezioni. Penso che i cittadini hanno lo strumento delle elezioni per scegliere i loro amministratori, penso che la logica conseguente è che prima possono decidere meglio è. Ovvio che se fai elezioni a maggio è un rischio, ma se voti a fine giugno siamo in grado di circolare direttamente, appena possiamo, votiamo», ha concluso.

Case di riposo: problema comune in tutte le regioni
«Non c'è una regione che non abbia il problema delle case di riposo, sono il terreno di coltura ideale per il virus». Lo ha affermato il presidente del Veneto Luca Zaia. «Nei casi peggiori - ha proseguito Zaia - abbiamo un terzo di positivi tra i pazienti e il 10% tra i lavoratori. C'è il problema di capire come entra il virus, visto che abbiamo messo misure restrittive fin da metà febbraio. Abbiamo anche un caso di una struttura composta di due blocchi, in cui uno ha il 100% di positivi, l'altro nessuno. Stanno cercando di capire se il sistema di condizionamento abbia avuto un ruolo in questo, ma ovviamente sono solo ipotesi senza certezze», ha concluso. 

 

Ultimo aggiornamento: 9 Aprile, 13:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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