Hugo Pratt, l'avventura
del disegno immortale

Lunedì 17 Agosto 2015 di Piero Zanotto
Una tavola di Corto Maltese disegnata da Hugo Pratt
VENEZIA - Vent’anni dalla morte di Hugo Pratt. La notizia della sua scomparsa avvenuta in Svizzera, a Losanna, il 20 agosto 1995, a 68 anni, venne diffusa dai telegiornali della sera. Lo si sapeva sofferente, ma quell'annuncio improvviso colpì come una lama quanti (milioni nel mondo) ormai identificavano senza distinzione il disegnatore-narratore veneziano con la sua più lucrosa figura di carta e inchiostro: Corto Maltese. Perchè Corto era e rimane infatti l'alter ego di Hugo, con tutto il suo spirito avventuroso insaporito di colorita ironia. E altro tanto ancora...





Doloroso sconcerto anche tra i colleghi di matita, soprattutto d'oltre Alpi: da Moebius a Tardi che a distanza di pochi giorni riempirono le pagine del periodico parigino di bande dessinèe «A Suivre» con loro disegni che manifestavano sentimenti di accoramento e perfino di rifiuto della dipartita. Significativo il fumetto in sei quadretti veneziani di Françoise Schuiten nei quali lo stesso disegnatore dice ad un amico di non crederci perchè lui, Hugo, è sicuro d'averlo visto, e l'altro a confortarlo: «Continui a vederlo perchè l'hai troppo letto. Tutti sanno che se ne è andato». «Si dicono tante cose...» è il commento non rassegnato.





Sono passati vent'anni e con essi il rinnovo di una generazione di lettori che continuano a cercare i romanzi di Hugo, anche per doni in particolari occasioni. Offerti in libreria in diverse accattivanti vesti editoriali. Qual è il segreto lasciato in eredità dallo scrittore per immagini disegnate? Forse la chiave è nella famosa frase pronunciata da Umberto Eco: «Quando ho voglia di rilassarmi leggo un saggio di Engels, se invece desidero impegnarmi leggo Corto Maltese». Uno scherzo filosofico-lessicale, un po’ provocatorio e in odore anche di contraddizione? C'è in ogni romanzo di Hugo, non soltanto in quelli con Corto Maltese, e i più affascinanti rimangono «Corte Sconta detta Arcana» e «Fiaba di Venezia», ma gli altri, anche senza Corto, come la serie de «Gli scorpioni del deserto» non rimangono secondi, un sottofondo di significati che attira a invoglia alla scoperta.



Molto aiuta la lettura di due esemplari libri autobiografici di Pratt: «Le pulci penetranti» (1972) e «Il desiderio di essere inutile» (1996) uscito postumo. Il primo sulle esperienze vissute in Africa Orientale, da ragazzino al seguito del padre funzionario statale; il secondo un libro di ricordi e di riflessioni, frutto di lunghissimi colloqui con l'amico Dominique Petitfaux.

Sfogliandoli, tra il corredo fotografico compare una foto di Hugo a cinque anni. Se ne sta ben piantato sul secondo gradino di uno dei pennoni della veneziana Piazza San Marco. Indossa un elegante abituccio blu alla moda marinara: doppia fila di bottoni dorati sul giacchetto, tondo berretto in testa che lascia scoperta una folta porzione di capelli, mani affondate con decisione nelle tasche dei lunghi calzoni. E un'espressione appena turbata dal sole sugli occhi, di impavida sicurezza che lascia trasparire un accenno di ironico sorriso.



Suggerisce, quella foto, l'immagine di ciò che Corto Maltese sarebbe potuto essere nell'infanzia. Proiezione in fieri del carattere del cartoonist veneziano e la somma dei suoi interessi culturali vissuti in prima persona tra le popolazioni del mondo.

Che in Corto Hugo continuasse a proiettare se stesso possiamo rinvenire molte tracce. Una, forse la più esemplare, è in «Fiaba di Venezia». Quando Corto insieme a Rasputin è sulle piste del treno che trasporta l'oro dello Zar, prigioniero con l'odiato-amato compagno di scorribande della Cavalleria Asiatica sui deserti sentieri transiberiani. E si perde con la memoria recitando questi versi: «Quando Venexia mia / Sora i tetti de le tue case / Una gloria de sol xe sparpagnada / Lassime dir se el paragon te piase / che ti me par una bela tosa spensierada». Al turbato Rasputin che gli chiede a cosa stia pensando Corto risponde: «A Eugenio Genero, un poeta vernacolo veneziano». Bene. Eugenio Genero era il nonno materno di Hugo Pratt.
Ultimo aggiornamento: 10:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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