Val di Fassa, spaccio di droga: 14 misure cautelari. Coca party nei locali, incontri nei boschi e polvere per l'alta società

Martedì 31 Gennaio 2023
Val di Fassa, spaccio di droga: 14 misure cautelari

Spaccio di stupefacenti, anche nei boschi, per evitare i controlli, o con il figlio minore al seguito. E festini a base di cocaina in un bar, poi sequestrato. Sono alcune risultanze dell'operazione "Sciamano 2", effettuata dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Cavalese nelle Province di Trento, Bolzano e Taranto. All'alba di oggi i militari hanno eseguito 14 misure cautelari disposte dal Gip del Tribunale di Trento su richiesta della Procura.

Droga nei locali della Val di Fassa

L'indagine, che costituisce la naturale prosecuzione dell'omonima attività condotta dai carabinieri nel 2018, ha delineato le dinamiche di spaccio in val di Fassa nel corso degli ultimi tre anni. Tutto è partito da una serie di approfondimenti avviati dagli investigatori del Norm dopo alcune segnalazioni riguardo a strani giri in diversi locali fassani. I militari hanno quindi scoperto una rete di spaccio attiva in val di Fassa con collegamenti in Alto Adige, dove sono stati localizzati i canali di approvvigionamento.

Cocktail e cocaina tra Moena e Canazei

Le investigazioni, partite nel 2020 ed incentrate sui paesi compresi tra Moena e Canazei - precisa l'Arma - hanno consentito di documentare come alcuni soggetti, sfruttando le specificità delle loro attività lavorative di esercenti e baristi, si sono resi responsabili dell'immissione di importanti quantitativi di droga sul mercato fassano, in particolare cocaina.

Nel complesso, tra il 2020 ed il 2022, i carabinieri del Norm di Cavalese sono riusciti a effettuare in terra ladina e nella Provincia di Bolzano 26 sequestri di droga tra cocaina, eroina, hashish a trafficanti, corrieri e clienti. Le investigazioni condotte in valle hanno portato all'emissione di 7 misure cautelari (5 obblighi di presentazione alla pg e 2 obblighi di dimora con divieto di allontanarsi dal domicilio in orario notturno) a carico dei pusher operanti sul territorio. I carabinieri hanno documentato più di 1.000 episodi di spaccio, tutti consumati nella vallata ladina.

Il colletto bianco e la coca all'alta società

L'indagine è proseguita anche in Provincia di Bolzano, dove sono stati individuati diversi canali di approvvigionamento dei pusher fassani. E' stata documentata l'esistenza di una associazione, composta da 5 persone, dedita al traffico di cocaina su vasta scala. L'uomo ritenuto a capo del sodalizio è un narcotrafficante con precedenti di peso, che si avvaleva della collaborazione di un colletto bianco, addetto alla gestione finanziaria del gruppo e che teneva i contatti con l'alta società bolzanina. Gli altri 3 sodali, tra cui la figlia del capo dell'associazione, hanno ricoperto il ruolo di rifornitori delle piazze di Bolzano, Merano e della val Gardena.

Emblematico - hanno accertato i carabinieri di Cavalese - anche il tenore dell'attività di spaccio condotta dal sodalizio criminale del Gruppo Bolzano, quantificato in almeno 1.550 episodi di spaccio di cocaina. Quello che viene ritenuto il capo dell'associazione è stato sottoposto alla custodia cautelare in carcere, mentre gli altri all'obbligo di dimora. Le indagini hanno inoltre disvelato l'attività di spaccio di un altro individuo, disgiunto dal Gruppo Bolzano e attivo sulla piazza alto atesina, che ha rifornito di eroina numerosi clienti provenienti dalla città, ma anche dalle Valli di Fiemme e Fassa, in almeno 892 occasioni. Unitamente all'eroina, il pusher in questione - nei cui confronti è stata disposta la misura cautelare dell'obbligo di dimora - garantiva ai clienti la fornitura sul posto di siringhe per l'immediata assunzione. 

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