Commissione d'inchiesta, è già scontro sui tamponi

Lunedì 10 Maggio 2021 di Angela Pederiva
Giorgio Palù e Andrea Crisanti
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VENEZIA - Prenderà il via mercoledì il cammino della commissione speciale d'inchiesta sulla gestione della pandemia in Veneto. In sede di Affari istituzionali, sotto la presidenza dello zaiano Luciano Sandonà, sarà illustrata la proposta di deliberazione amministrativa di cui è primo firmatario il dem Giacomo Possamai. Attorno all'iniziativa volano già le prime scintille fra maggioranza e opposizione, non solo sui compiti dell'organismo e sulla pubblicità dei lavori, ma pure sullo scontro fra tamponi molecolari e test antigenici soprattutto alla luce di quanto pubblicato da The Lancet: «Il momento della verità si avvicina», dice Alberto Villanova, portavoce dell'intergruppo formato da Zaia Presidente e Lega, chiedendo che partecipino alle audizioni anche i professori Andrea Crisanti e Giorgio Palù.


IL MANDATO
Sottoscritto da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Eutopa Verde, Il Veneto che Vogliamo e dallo speaker delle minoranze Arturo Lorenzoni, al momento il testo non prevede l'accorpamento con la commissione d'inchiesta sulle case di riposo, avviata verso la fine della scorsa consiliatura, come invece auspicato in aula dal governatore Luca Zaia.
Il tema è citato nella relazione illustrativa, con la richiesta di verificare «se ogni più opportuna cautela sia stata adottata nei percorsi di protezione e cura degli ospiti delle Rsa», insieme ad altri quesiti: «se la permanenza del Veneto in zona gialla possa aver inciso sul numero di contagi e decessi»; «quali fattori abbiano consentito la permanenza del Veneto in zona gialla, con particolare riferimento a tipologia e numero di tamponi eseguiti e posti letto di terapia intensiva dichiarati, attivati ed attivabili»; «se l'utilizzo di tamponi di prima e seconda generazione per testare il personale sanitario e addetto all'assistenza possa avere avuto conseguenze, anche indirette, sul numero dei contagi e dei decessi»; «se, a fronte del dilagare dei contagi e all'impennata dei decessi, siano state fornite tempestive indicazioni e direttive da parte degli organi competenti». Il dispositivo che dovrebbe essere messo ai voti, tuttavia, per ora esplicita un solo mandato: «Accertare le cause, ed eventuali responsabilità, che hanno determinato un aumento drammatico del numero dei contagi e dei decessi in Veneto nel periodo compreso tra ottobre 2020 e marzo 2021».


LA TRASPARENZA
La proposta è di nominare 11 componenti, di cui 5 di opposizione (fra i quali eleggere il presidente) e 6 di maggioranza (fra i quali scegliere il vice e il segretario). È previsto che intervengano in audizione, oltre a Zaia, pure l'assessore Manuela Lanzarin, il dirigente regionale Luciano Flor, i dg delle Ulss e di Azienda Zero, i direttori delle Rsa e delle case di riposo, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e del personale sanitario e sociosanitario, i familiari delle vittime. Possamai e colleghi chiedono però che, com'è stato per le precedenti commissioni d'inchiesta, le sedute «non siano pubbliche ed i componenti della stessa si attengano all'osservanza del principio di riservatezza sull'attività istruttoria svolta, sulle dichiarazioni assunte e la documentazione acquisita».
Ribatte invece Villanova: «Se qualcuno ha fatto polemiche inutili per mesi, ora verrà smascherato davanti a tutti, perché la commissione dovrà essere aperta alla stampa e trasmessa in diretta, nella più totale trasparenza». L'esponente della maggioranza domanderà di acquisire il dossier scientifico che ha portato gli scienziati di Harvard, Oxford e Liverpool a schierarsi a favore dei test rapidi nelle attività di sanità pubblica, nonché di convocare Crisanti e Palù: «In questi ultimi mesi ne abbiamo sentite di ogni colore. Ora però arriva lo studio pubblicato su una delle più autorevoli riviste scientifiche del mondo. E si badi bene: stavolta parliamo di uno studio vero».
 

Ultimo aggiornamento: 16:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA