Via lo striscione di Giulio Regeni per il poster degli Europei: è polemica

Giovedì 20 Giugno 2019
Trieste, rimosso lo striscione
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TRIESTE - Lo striscione giallo di Amnesty International con la scritta «Verità per Giulio Regeni» è stato rimosso dal palazzo della Regione Friuli Venezia Giulia, in piazza Unità d'Italia a Trieste, dove era stato esposto nel 2016 personalmente dalla allora presidente della Regione, Debora Serracchiani (Pd). Lo striscione è stato tolto per far spazio agli addobbi per il campionato calcistico europeo Under 21.

Nessun commento sulla vicenda da parte della Regione, ma impazza la polemica politica.

Anticipando «le polemiche che continueranno a susseguirsi ad ogni batter di ciglio, comunico che lo striscione non verrà più esposto né a Trieste né in altre sedi di Regione» scrive in una nota il governatore Fedriga: «Malgrado non condivida la politica degli striscioni e dei braccialetti, non ho fatto rimuovere lo striscione per più di un anno per non portare nell'agone politico la morte di un ragazzo. Evidentemente questa sensibilità non appartiene a tutti e ad ogni occasione non si perde tempo per alimentare polemiche. Ricordo,ad esempio quando lo striscione è stato rimosso per qualche giorno su richiesta di una produzione cinematografica; sempre in simili circostanze, altre polemiche sono state fomentate perché la riaffissione è avvenuta con poche ore di ritardo rispetto alla fine delle riprese stesse. Oggi arriva l'ennesima pretestuosa provocazione per addobbare il palazzo per gli europei under 21 che si tengono in Fvg. Perfino la Uefa  mi ha dovuto scrivere impaurita da sterili tormentoni che non fanno altro che strumentalizzare il dramma avvenuto. Evidentemente  la mia attenzione per non urtare le sensibilità non ha pagato, e ci si sente pertanto legittimati a imporre con atteggiamenti prevaricatori cosa deve o non deve fare la Regione».

«Ci sono luoghi dove quello striscione, silenzioso e rispettoso, aveva più senso che altrove» dichiara Ettore Rosato (Pd) vice-presidente della Camera. «A Trieste, affisso sul Palazzo della Regione Friuli Venezia Giulia, la terra di Giulio, aveva un grande valore. Toglierlo è un inutile schiaffo ai tanti che ancora non si arrendono alle finte verità», conclude. E rincara la dose l'ex governatrice Debora Serracchiani​: «Spero che Fedriga darà disposizione affinché lo striscione per Regeni sia riappeso, e non segua l'esempio del sindaco di Trieste che ha voluto toglierlo con le sue mani. Proprio in queste ore l'atteggiamento del Governo egiziano dovrebbe convincere a essere il più espliciti e uniti nell'affermare le richieste dell'Italia. Segnali in senso opposto sono preoccupanti, anche rispetto alla compattezza del Governo verso l'Egitto, considerando il ruolo politico di Fedriga. Ho personalmente appeso lo striscione - ricorda Serracchiani - che ammonisce a ricordare la tragica scomparsa di Giulio Regeni e chiede verità e giustizia, a nome della comunità del Friuli Venezia Giulia. Credo di aver interpretato un sentimento diffuso nella nostra popolazione, e avevo apprezzato il fatto che fosse rimasto appeso anche con il cambio di Amministrazione». 

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Lo striscione «Verità per Giulio Regeni» è stato spesso ragione di polemiche politiche in Friuli Venezia Giulia. Come nel caso in cui, una volta eletto il sindaco di centrodestra Roberto Dipiazza, lo striscione fu rimosso dal palazzo comunale dove lo aveva esposto la giunta precedente, di centro sinistra. Da quel momento, non è stato più rimesso.

Uno striscione identico era stato esposto - sempre durante l'amministrazione Serracchiani - anche sulla sede di Udine della Regione, dove è stato tolto già da tempo. Anche il sindaco di Udine, Matteo Fontanini, lo ha rimosso dal palazzo municipale, in occasione dell'avvio del campionato calcistico europeo Under 21, di recente. Fontanini, però, dopo polemiche, lo ha esposto nuovamente.

Ultimo aggiornamento: 21 Giugno, 10:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA