Siccità, allarme rosso. Meteo: caldo a 38 gradi. Friuli sotto pressione. La Coldiretti: grano, perso il 30% del raccolto

Caner (Veneto): "Le Regioni chiederanno mercoledì 22 anche fondi del Pnrr". Verso ordinanze regionali per razionare l'acqua al Nord

Lunedì 20 Giugno 2022
Siccità, allarme rosso. Meteo: caldo a 38 gradi. Friuli sotto pressione. La Coldiretti: grano, perso il 30% del raccolto
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VENEZIA - Dopo 10-12 giorni consecutivi con la temperatura sopra i 35 gradi a giugno e la pioggia che non arriva, l'emergenza siccità sale al livello massimo di allerta. Anche perchè le previsioni non promettono miglioramenti: in settimana dovrebbe fare sempre più caldo con picchi di 38 gradi nella pianura Padana. A giorni si muoverà anche il governo: è in programma una riunione per valutare eventuali misure per far fronte all'emergenza. 

 «La situazione della siccità è delicata - ha detto oggi, 20 giugno, Stefano Patuanelli, ministro delle Politiche agricole - presto ci aggiorneremo a livello politico - Oggi ci sarà un importante incontro tra i capi di gabinetto di tutti i Ministeri coinvolti: Mipaaf, Mite, Mef, Affari Regionali». Mentre il governatore del Friuli Venezia-Giulia, Massimiliano Fedriga, è pronto a firmare il decreto per lo stato di emergenza.

Il Po più basso che a Ferragosto

Il Po si trova ad un livello idrico più basso che a Ferragosto con la siccità che colpisce i raccolti, dal riso al girasole, dal mais alla soia, ma anche le coltivazioni di grano e di altri cereali e foraggi per l'alimentazione degli animali. Oggi si è riunito d'urgenza anche l'Osservatorio dell'Autorità Distrettuale del Fiume Po-Ministero della Transizione Ecologica per fare il punto su un fiume mai in così in secca: «La situazione è gravissima - si legge in una nota dell'Autorità - Siamo all'allerta rossa con possibilità per le Regioni di chiedere lo stato di emergenza: proseguono però gli utilizzi centellinati per altri dieci giorni per minimizzare i danni». Danni che la Regione Lombardia stima in almeno 2 miliardi di danni, per ora.

«Grano, perso il 30% del raccolto»

Da parte sua, la Coldiretti chiede apertamente «lo stato di emergenza, collegato all'intervento della Protezione civile», come rileva Ettore Prandini, presidente nazionale Coldiretti. «Dobbiamo investire in tempi brevi - ha aggiunto - sui bacini di accumulo. Rispetto a tutto ciò che concerne il tema depurazione non dobbiamo creare ostacoli perché c'è un 12 per cento di acqua che non ha le caratteristiche». Secondo Coldiretti, questa primavera è la sesta più calda di sempre sul pianeta a livello climatico. Prandini calcola anche che sia andato perso fino al 30% del raccolto di grano.

Veneto: «Le Regioni chiederanno stato di emergenza e fondi Pnrr»

Le Regioni chiederanno al Governo la dichiarazione dello Stato di emergenza per la siccità, allo scopo di dare priorità all'uso umano e agricolo della risorsa idrica, e di mettere a disposizione risorse, anche del Pnrr, per creare nuovi invasi. Lo ha riferito nel pomeriggio di oggi 20 giugno l'assessore veneto all'Agricoltura, Federico Caner, coordinatore della commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni. Questi punti sono stati inseriti all'ordinde del giorno della Conferenza convocata per mercoledì 22 giugno. 

Razionamento acqua, verso ordinanze regionali

Valutare la possibilità di ordinanze regionali per razionare l'acqua al Nord, come il divieto di riempimento delle piscine e privilegiare l'uso dell'acqua per i fabbisogni primari. È una delle ipotesi, a quanto si apprende da ambienti delle Regioni, sul tavolo della Commissione delle politiche agricole della Conferenza. L'intenzione dei governatori, sempre secondo quanto si apprende, sarebbe di chiedere in maniera compatta al Governo lo stato di emergenza al Nord. In alcuni territori, inoltre, ci sarebbero già accordi con le aziende energetiche per l'aumento della percentuale di uso di acque lacustri a scopi umani o agricoli. 

I governatori del Nord

 A muoversi per primi erano stati i governatori del Nord: il Veneto già ad aprile aveva chiesto lo stato d'emergenza finalizzato «a definire le modalità di gestione sovraregionale della crisi idrica» ma la lettera non aveva avuto seguito e ora il governatore Luca Zaia dice: «ben venga l'apertura del governo, tuttavia si poteva agire prima. Speriamo che non sia troppo tardi». A seguire sono arrivate le richieste di Lombardia e Piemonte. 

Emilia-Romagna, stato di emergenza

Già domani, 21 giugno, l'Emilia-Romagna sarà in stato d'emergenza regionale per la siccità.

 

 

Ultimo aggiornamento: 21 Giugno, 08:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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