Scomparsa di Sara Pedri, il primario di ginecologia trasferito dopo le testimonianze di 110 persone

Sabato 10 Luglio 2021 di Redazione Web
Sara Pedri da Chi l'ha visto ?
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TRENTO - Ginecologa scomparsa: a partire da lunedì 12 luglio il primario del reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale Santa Chiara di Trento, Saverio Tateo, verrà trasferito ad un'altra unità operativa. Un altro dirigente medico verrà spostato ad una diversa  struttura ospedaliera dell'azienda sanitaria trentina. Lo ha deciso la stessa Azienda provinciale per i servizi sanitaria (Apss) al termine dell'analisi della documentazione e delle testimonianze di più di 110 persone sentite dalla commissione interna di indagine che è stata istituita all'interno del reparto di ginecologia del Santa Chiara di Trento dopo il caso della scomparsa della giovane ginecologa

Nominato questa sera - 10 luglio - dalla Giunta provinciale di Trento il commissario che avrà il compito di guidare l'Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss), «dopo aver preso atto della volontà di Pier Paolo Benetollo di rimettere il proprio mandato da direttore generale ed a seguito degli esiti dell'indagine interna che si è conclusa oggi riguardante il reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale Santa Chiara». Si tratta di Antonio Ferro, attuale direttore sanitario dell'Apss. Nel ringraziare il dottor Benetollo per il lavoro svolto, con articolare riferimento all'impegno per contrastare gli effetti del Covid-19, la Giunta informa di aver comunicato al professionista l'intenzione di «avvalersi della sua esperienza anche in ottica di continuità con il programma di riorganizzazione dei servizi ospedalieri trentini».

Le reazioni
Sul caso, e sulle dimissioni del dg Benetollo, prende posizione la triplice sindacale: «Le dimissioni del direttore generale dell'Azienda sanitaria fanno emergere le difficoltà del governo provinciale nel gestire in trasparenza e nel rispetto dei diversi ruoli e funzioni il rapporto tra piazza Dante e via Degasperi e la complessa macchina della sanità trentina. Non si tratta quindi di un problema contingente ma rischia di essere strutturale. Un problema per il quale la drammatica vicenda della dottoressa Pedri ha fatto solo da detonatore».

Così i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti. «Lo diciamo quindi fin da subito: nessuno in Provincia può usare le questioni emerse nel reparto di ginecologia e ostetricia dell'ospedale Santa Chiara come giustificazione delle dimissioni di Benetollo e di quello che sta accadendo ormai da mesi in Azienda sanitaria. Se così fosse, si farebbe torto in primo luogo al dramma vissuto dalla famiglia Pedri e si rischierebbe di non dare il giusto tempo e spazio all'accertamento dei fatti, per puntare invece tutto su un assolutorio processo sommario e sull'individuazione di un capro espiatorio. Questo non sarebbe accettabile, né utile a nessuno».

Secondo i sindacati, «vanno ripristinate le condizioni minime di autonomia e di rispetto delle prerogative dell'Azienda la cui assenza ha sicuramente pesato nelle dimissioni dell'attuale direttore generale che forse, con uno sforzo in più da parte della Giunta, potrebbero ancora rientrare».

Ultimo aggiornamento: 11 Luglio, 08:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA