La votazione per il riconoscimento
della Crimea russa diventa un caso

Lunedì 16 Maggio 2016
Stefano Valdegamberi e il Consiglio regionale del Veneto
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VENEZIA - Una risoluzione "per promuovere la costituzione di un comitato contro le sanzioni alla Federazione Russa, per il riconoscimento del diritto di autodeterminazione della Crimea e per la difesa delle produzioni venete" sarà presentata e messa ai voti in consiglio regionale del Veneto il 18 maggio prossimo. La risoluzione, a firma del consigliere Stefano Valdegamberi (Lista Zaia), è stata sottoscritta da oltre una ventina di consiglieri della maggioranza. «La risoluzione - spiega Valdegamberi - vuole che a voce alta sia riconosciuta la possibilità al popolo della Crimea di scegliere il proprio destino, e la Crimea vuole stare con la Russia. Inoltre chiede che venga posto fine alle sanzioni e che vengano ripristinati i rapporti con la Russia».

A muovere l'iniziativa di Valdegamberi oltre alla questione politica c'è anche un tema economico, legato alle penalizzazioni sul fronte dell'export con la Russa per le attività produttive venete, dovute alla questione Crimea. «L'Italia, l'Europa, si fa del male - dice il consigliere veneto - per negare il diritto a una popolazione di decidere del suo destino. Cosa ci importa con chi sta la Crimea? Se vuole stare con la Russia lo stia».

La risoluzione presentata al consiglio regionale del Veneto per chiedere all'Italia di riconoscere la Crimea come parte della Federazione Russa ha fatto notizia a Mosca. Il primo a scriverne è stato il quotidiano Izvestia - che riporta diverse affermazioni del primo firmatario della mozione Stefano Valdegamberi - ma ben presto la storia ha fatto capolino sui siti - primo fra tutti Sputnik, testata vicinissima al Cremlino - e nelle televisioni. «Se la votazione avrà esito positivo - sottolinea Izvestia - il Veneto sarà la prima regione in Europa a riconoscere la Crimea come parte della Russia».

Naturale dunque che le autorità russe - così come i media 'contigui' - seguano con interesse la vicenda, visto la sensibilità del tema, che si intreccia con l'evoluzione della crisi ucraina, in perenne stallo sull'attuazione dei protocolli di Minsk.

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