Rifiuti abbandonati nei campi, l'ombra della mafia

Sabato 20 Febbraio 2021 di Michele Fullin
Rifiuti abbandonati nei campi, l'ombra della mafia
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VENEZIA Un traffico enorme di rifiuti smaltiti abusivamente e illegalmente tra il Veneto e il Friuli Venezia Giulia tra ottobre e dicembre 2018, con una capacità di decine, anzi centinaia di tonnellate di materiali di vario tipo che venivano lasciati in terreni abbandonati ma recintati, all'insaputa dei proprietari. L'organizzazione che si occupava di tutto è stata smantellata dalla Direzione distrettuale antimafia di Venezia e ora che l'indagine si è chiusa ci sono due patteggiamenti e quattro rinvii a giudizio. Il reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, proprio per le ricadute ambientali pesantissime, è punito dal Codice penale con la reclusione da uno a sei anni.

L'INCHIESTA Il sostituto procuratore Giovanni Zorzi ha chiesto il giudizio per Tobia De Antoni, 42 anni, originario di San Vito al Tagliamento; Filippo Dionese, 47 anni originario di Camposampiero e residente a Piombino Dese; Gianantonio Meneghetti, 55 anni, originario di Castelfranco e residente a Lonigo; Tiziano Bosetto, 54 anni di San Bonifacio; Simone Poliziani, 47 anni, di Verona e Pietro Casali, 36 anni di Ravenna. Questi soggetti, a vario titolo, sono accusati di aver gestito abusivamente e traendone profitto una gran quantità di rifiuti industriali di varia natura e di aver creato delle discariche abusive invadendo terreni privati e causando un danno ai proprietari. Tra gli altri, Tobia De Antoni, difeso dall'avvocato Andrea Zambon di Treviso, è attualmente detenuto in carcere. Era finito sotto processo lo scorso anno con l'accusa di essere il picchiatore di fiducia di Mario Vulcano, uno dei rappresentanti in Emilia della cosca della ndrangheta Grande Aracri legato ai fratelli Bolognino. Nel 2011 era stato coinvolto in una truffa da 600mila euro ai danni delle Poste smascherata dai carabinieri di Treviso per cui era stato condannato a due anni e mezzo. Ieri, di fronte al giudice per l'udienza preliminare Francesca Zancan, sono stati rinviati a giudizio Casali, Bosetto, De Antoni e Dionese. Meneghetti e Poliziani hanno chiesto di patteggiare.

IL FUNZIONAMENTO Lo schema era quello della simulazione. Utilizzando una società specializzata il cui amministratore era evidentemente compiacente, il gruppo si era procurato commesse regolari da varie industrie tra Veneto e Lombardia e poi, invece di smaltire la merce (rifiuti speciali) in strutture autorizzate a Comacchio come quelle indicate nelle note di carico, le facevano scaricare in terreni non utilizzati a Cologna Veneta, Remanzacco (Ud) e Rovigo i cui proprietari erano all'oscuro di ciò che succedeva, in quanto grandi società immobiliari o di leasing con sede a Milano. Inizialmente i protagonisti erano Bosetto e Poliziani, ai quali sono poi subentrati De Antoni e Dionese. Casali è indicato come complice in quanto era l'amministratore della società utilizzata allo scopo, anche se poi a gestirla davvero sarebbero stati gli altri. Meneghetti, infine, avrebbe fatto da intermediario nel passaggio di consegne. La Dda, attraverso le indagini delegate alla Polstrada di Verona, ha accertato un traffico enorme per quei pochi mesi di attività. In particolare, 14 trasporti di polveri e materiali derivanti dalla frantumazione di rifiuti contenenti metalli (per lo più risultanti dalla demolizione di autoveicoli) per un totale di 411 tonnellate. Accertati anche tre trasporti di rifiuti speciali misti per poco meno di 60 tonnellate, abbandonate sempre nelle aree di Cologna, Rovigo e Remanzacco senza nessuna autorizzazione. In via Quari Destra a Cologna Veneta son state trovate ben 1310 tonnellate di rifiuti, non tutti accertati a carico dei soggetti. Altre 100 tonnellate erano state trovate in un terreno in zona industriale a Rovigo e altre 50 più 12 lastre di eternit in un'area industriale di Remanzacco. I proprietari hanno chiesto la costituzione di parte civile e così ha fatto la Regione Veneto e potranno farlo la Regione Fvg e i comuni e le province interessati dalle discariche. 

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