Pil, il Nordest traina l'economia nazionale, al top anche per gli occupati (+1,1%) Zaia: il lavoro è nel nostro dna

Martedì 28 Gennaio 2020
16
VENEZIA - L'Istat ha diffuso oggi i dati definitivi del Pil italiano: il Nordest si conferma trainante per l'economia nazionale con un +1,4% nel 2018, miglior risultato nazionale. L'economia di Veneto, Friuli VG e Trentino AA resta quindi al top nel Belpaese grazie ai dati positivi del settore Industria (+3,2%), Costruzioni (+2,3%) e Agricoltura (+3,1%).

Il Pil procapite vede invece in cima alla graduatoria il Nordovest con un valore in termini nominali di oltre 36mila euro, quasi il doppio del Mezzogiorno (19 mila euro annui). Le famiglie residenti nel Nordovest dispongono del livello di reddito per abitante più elevato (22.300 euro) poco sopra il Nordest (attestato a 21.900) e quindi con  quasi il 60%  più di quelle del Mezzogiorno (14 mila euro).

DATI PER PROVINCIA
Il divario Nord-Sud invece di ridursi, aumenta. In testa alla graduatoria del reddito per abitante rimane l'Alto Adige ovvero la Provincia di Bolzano  con 26mila euro (erano 25.300 l'anno prima), seguita da Emilia Romagna e Lombardia. La Calabria chiude la graduatoria con 12.700 euro, preceduta da Campania e Sicilia. A livello regionale sono le Marche a registrare la crescita del Pil più elevata (+3%); seguono Abruzzo (+2,2%) e Bolzano (+2%); Sardegna e Puglia (+1,4%) e Molise (+1,2%); poi Lombardia (+0,5%, Lazio (-0,2%) e Sicilia (-0,3%), Campania (-0,6%) e Calabria (-0,8%).

IL LAVORO 
Il numero di occupati (+0,9% nel 2018 su scala nazionale) è salito nel Nordest dell'1,1%, nel Nordovest è pari alla media nazionale così come al Centro, mentre nel Mezzogiorno è +0,7%. Al Sud l'incidenza dell'economia non osservata - ovvero la somma di economia sommersa e attività illegali - è molto alta: 19,4% del valore aggiunto, seguita da Centro (14,1%), Nordovest e Nordest (10,6% e 11,4%): al top negativo la Calabria con il 21,8%.


IL GOVERNATORE
«Penso che sia nel nostro Dna: noi non molliamo mai, mai mollare - commenta  il presidente del Veneto Luca Zaia - Penso che un po' sia lo specchio del nostro tessuto produttivo che non è un "modello fordista", ma  della piccola e media impresa, quindi molto flessibile ai cambiamenti, meno pachidermica nel muoversi. Prova ne sia che l'80% delle nostre imprese ha meno di 15 dipendenti. Si cresce e si internazionalizza anche tanto perché avranno anche fatto battute negli ultimi 50 anni sui nostri imprenditori e sui nostri territori, Veneto Fvg e Trentino, ma i nostri imprenditori parlano correttamente le lingue straniere» . 
Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio, 09:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci