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Lavoro, la laurea non paga: e i laureati ne sono convinti

Il 59% degli intervistati ritiene che il titolo di studi non assicuri uno stipendio adeguato

Mercoledì 22 Giugno 2022 di Natascia Porcellato
Lavoro, la laurea non paga: e i laureati ne sono convinti

IL SONDAGGIO - «Al giorno d'oggi avere una laurea non assicura un lavoro ben pagato»: secondo i dati raccolti e analizzati da Demos per Il Gazzettino, con questa affermazione è d'accordo, oggi, il 59% degli intervistati. Guardando alla serie storica, però, possiamo osservare come questo sia il valore più basso registrato dalle rilevazioni dell'Osservatorio sul Nord Est. Nel 2009, era il 63% a condividere l'idea che un titolo universitario non garantisse uno stipendio alto: questo valore tende a crescere tra il 2011 e il 2013 (66-68%), rientra parzialmente nel 2015 (61%), per poi tornare ad aumentare nel 2017 (66%) e, in misura ancora più marcata, nel 2019 (71%). Oggi, con il 59% delle adesioni, l'idea che una laurea non assicuri un lavoro ben pagato tocca il suo punto di adesione minima, pur mantenendo un consenso largo (e nettamente maggioritario).
Eppure, il rapporto AmaLaurea 2022 afferma: conviene conseguire una laurea, invece di fermarsi al diploma. L'istantanea che emerge dalle analisi presentate la scorsa settimana a Bologna racconta che, a un anno dalla proclamazione, il tasso di occupazione sfiora il 75% sia per chi ha discusso una tesi triennale che Magistrale. E a quanto ammontano gli stipendi? Dodici mesi dopo la laurea triennale, la retribuzione è intorno ai 1.340 euro, che salgono a 1.544 dopo 5 anni; per chi ha completato il percorso magistrale, invece, lo stipendio a un anno dalla discussione raggiunge quota 1.407 euro, che sale a 1.635 dopo 5 anni.


Sono, con tutta evidenza, stipendi che non soddisfano i nordestini, dato che quasi 6 su 10 non ritengono la laurea un lasciapassare per un lavoro ben pagato. Quali settori sociali appaiono più convinti di questo? Guardando al fattore anagrafico, emerge come questa idea sia più diffusa tra gli adulti tra i 45 e i 54 anni (65%), anche se l'adesione più ampia è rintracciabile tra chi ha tra i 25 e i 34 anni (71%), o è in un'età centrale (35-44 anni, 74%). In linea con la media dell'area, invece, è l'adesione registrata tra chi ha tra i 55 e i 64 anni (58%); al di sotto di questo valore (e della maggioranza assoluta) si collocano gli anziani (42%) e gli under-25 (45%).
Consideriamo ora proprio il livello di istruzione dei rispondenti. L'idea che una laurea non assicuri un lavoro ben pagato è minima tra chi è in possesso della licenza elementare (32%), raggiunge il 59% tra quanti hanno conseguito quella media, mentre tocca il suo punto più ampio (69%) tra chi è diplomato o laureato.
Osserviamo, infine, l'influenza della condizione socioprofessionale. Operai (73%) e impiegati (72%), insieme ai liberi professionisti (67%), sono le categorie in cui è più popolare l'idea che una laurea non assicuri una buona retribuzione. Intorno alla media dell'area, poi, si collocano imprenditori e lavoratori autonomi (61%). Meno ampia, invece, sembra essere l'adesione che proviene da casalinghe e disoccupati (entrambi 53%), anche se i valori minimi sono rintracciabili chi è già uscito dal mercato del lavoro, i pensionati (45%), e chi deve ancora affrontarlo, gli studenti (42%).
 

Ultimo aggiornamento: 23 Giugno, 10:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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