M49, la fuga di Papillon è finita: catturato. La polemica. «Orso pericoloso», «no, perseguitato»

Martedì 8 Settembre 2020 di Angela Pederiva
M49, la fuga di Papillon è finita: catturato
Nell'ultima scena del celebre film, Steve McQueen scompare in dissolvenza nell'oceano, pronunciando l'epica battuta: «Maledetti bastardi... sono ancora vivo!». Se avesse potuto parlare, chissà cos'avrebbe detto ieri mattina M49, ribattezzato Papillon proprio in omaggio all'ergastolano innocente che per una vita cerca l'agognata libertà: la fuga dell'orso è terminata con la cattura da parte del Corpo forestale provinciale di Trento, il quale l'ha rinchiuso nel recinto da dove l'esemplare era scappato già due volte. Così a Nordest si è riacceso lo scontro fra allevatori e animalisti attorno al leggendario (ma non unico) plantigrado che appassiona l'Italia.

TRAPPOLA A TUBO
Dal 27 luglio erano trascorsi 42 giorni, molti meno dei 289 della precedente latitanza, ma comunque sufficienti per alimentare i timori dei detrattori e le speranze dei sostenitori, dopo che il 21 agosto M49 si era sbarazzato del radiocollare, forse a causa del dimagrimento. Ma a Socede, località di Castel Tesino al confine con la provincia di Belluno, l'animale è finito in una trappola a tubo: un cilindro di acciaio, dotato di una scatola porta-esca e di una porta a ghigliottina, in cui già in passato si era conclusa una sua scorribanda. I forestali hanno sottolineato che l'operazione non è stata facile: decisive sono state le tracce delle predazioni tra la Bassa Valsugana e la zona del Lagorai, un'area con scarsa copertura telefonica, dove il monitoraggio è avvenuto con un sistema radio e con personale presente sul posto. «Per il recinto si punterà su un contenimento di natura fisica e con ogni probabilità elimineremo la parte di elettrificazione», ha precisato il dirigente provinciale Romano Masè, spiegando che l'orso sta bene, pesa 182 chili e svolgerà un percorso di adattamento analogo a quello condotto la scorsa primavera.

INTERLOCUZIONI
Soddisfazione è stata espressa dal presidente Maurizio Fugatti, già firmatario dell'ordinanza di cattura e abbattimento, quest'ultimo poi sospeso dopo l'intesa con il ministro Sergio Costa. «Ho informato il ministro Costa ha annunciato Fugatti e nei prossimi giorni ci saranno interlocuzioni. Per noi la cattura pone fine alla fuga dell'orso. Se dal ministro arriveranno proposte per trasferire uno o più esemplari, le valuteremo, ma al momento abbiamo comunque bisogno di organizzarci per avere più spazi. Se dovesse essere presa Jj4, troveremo il modo di inserire anche lei al Casteller». A proposito di Jj4 alias Gaia, la femmina che aveva aggredito padre e figlio, proprio ieri le associazioni animaliste Enpa e Oipa (la cui delegata Ornella Dorigatti ha iniziato lo sciopero della fame per protesta) hanno annunciato l'impugnazione dell'analogo provvedimento emesso dalla Provincia: «Chiediamo al ministro Costa di presentare ricorso al Tar». 

DIBATTITO
Ma è soprattutto su M49 che il dibattito torna ad arroventarsi. Coldiretti lo accusa di aver causato «il 30% dei danni» provocati dagli orsi in Trentino: «È stato protagonista nel 2019 di 44 incursioni, tra stalle (26 casi), alveari (11 casi) e persino abitazioni (7 casi) e ha sbranato 13 mucche, 7 cavalli, 17 pecore e capre e 3 galline, oltre a ferire altri animali. Una situazione che ha provocato ansie e paura con la necessità di garantire la sicurezza dei turisti e amanti della montagna ma anche degli agricoltori e delle loro famiglie». Invece il Wwf parla di «persecuzione» nei confronti del plantigrado: «M49 non può rientrare nelle categorie di orso pericoloso o orso confidente, non avendo mai mostrato atteggiamenti aggressivi verso le persone». Massimo Vitturi (Lav) chiede di rimetterlo in libertà per consentirgli il letargo: «Sedato, castrato e catturato nuovamente con una trappola a tubo: basta accanimento contro M49». Enpa denuncia «un gioco politico» ai danni dell'esemplare: «Ci rivolgeremo anche all'Unione Europea, ma chiediamo da subito un fortissimo ed immediato intervento del ministro dell'Ambiente». Michela Vittoria Brambilla (Leidaa) critica apertamente Fugatti: «Con la cattura dell'orso più ricercato d'Italia, chi governa la Provincia autonoma di Trento si illude di aver compiuto una bella impresa. Invece ha dato l'ennesimo esempio di meschino accanimento, l'ennesimo schiaffo, non sarà l'ultimo, alla prospettiva di una pacifica convivenza tra uomo e grandi carnivori sulle montagne del Trentino». Durante una diretta social sul lavoro agile in tempo di Covid, ieri il ministro Costa è stato tempestato di messaggi, ma tutti per Papillon. © RIPRODUZIONE RISERVATA