Mattarella premia gli "eroi" d'oggi, ecco chi c'è nel Nordest: la carabiniera tenace, i librai solidali, la prof tra i bimbi d'Africa, la mamma che lotta per i figli

Martina Pigliapoco, carabiniera in Cadore, i triestini Gaspare Morgante e Laura Terdossi, la vicentina Maria Teresa Nardello, la veronese Mariangela Tarì: quattro storie di grande cuore

Sabato 13 Novembre 2021 di Redazione Web
Martina Pigliapoco, la carabiniera che ha salvato una vita: premiata dal presidente Mattarella
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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito motu proprio, trentatré onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l'impegno nella solidarietà, nel volontariato, per l'attività in favore dell'inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità, del diritto alla salute e dei diritti dell'infanzia. Ecco chi sono i nordestini, che riceveranno le onorificenze al Quirinale il 29 novembre, e le motivazioni.

La carabiniera sul ponte tibetano

Martina Pigliapoco, 26 anni, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per il coraggio e la sensibilità dimostrate nell’esercizio delle sue funzioni". Carabiniera in servizio presso la Stazione Carabinieri di San Vito di Cadore (BL). La mattina del 4 ottobre 2021, allertata dalla centrale operativa, si è recata nelle vicinanze di un ponte tibetano, a Perarolo, dove era stata segnalata la presenza di una persona che aveva scavalcato la ringhiera per gettarsi nel vuoto. La carabiniera, percorsa una parte del ponte, si è seduta a distanza e ha cercato di dialogare con la donna. La conversazione è durata circa tre ore e alla fine del confronto la signora ha desistito dall’intento suicida ed ha abbracciato Martina.

Martina Pigliapoco sul ponte in Cadore, per ore, tenace, per salvare una vita

 

I librai solidali al telefono

Gaspare Morgante, 59 anni, e Laura Terdossi 56 anni, Ufficiali dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per la loro originale iniziativa di solidarietà nei confronti di quanti vivono condizioni di solitudine e isolamento". Titolari della libreria “Ubik” di Trieste. Nel dicembre 2020 Gaspare e Laura hanno deciso di diffondere, attraverso i profili social, un’iniziativa di “lettura al telefono” per fare compagnia a quanti vivono in condizioni di solitudine, soprattutto anziani. La libreria mette a disposizione i volumi e, per chi vuole, anche la linea telefonica, sette giorni su sette. Hanno raccontato: “l’iniziativa che abbiamo voluto adottare risponde alla nostra visione solidale del mondo, al valore civile della letteratura. Ci sono rapporti umani da difendere, e così è nata l’idea di chiamare a raccolta i volontari che hanno voglia di condividere con noi questo modo di stare a fianco delle persone sole”.

La professoressa "missionaria" 

Maria Teresa Nardello, 77 anni, Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per la sua preziosa opera di promozione e tutela del diritto all’istruzione per i bambini in Sierra Leone". Pensionata, ha insegnato lettere nella scuola media di Marano Vicentino e di Schio. Da 18 anni vive a Lakka, periferia di Freetown, capitale della Sierra Leone, dove già Padre Giuseppe “Bepi” Berton, suo conterraneo, missionario saveriano in Sierra Leone dal 1971, aveva operato a favore di disabili, bambini-soldato, orfani e famiglie che non potevano tornare nei villaggi distrutti. Nel 2011, con l’aiuto di molti benefattori vicentini, ha fondato la St. Catherine School (dal nome di sua madre) per bambini dai 3 ai 12 anni, e l’associazione Carry, riconosciuta dalle autorità della Sierra Leone, che accolgono anche alunni con problemi psico-fisici e sostengono economicamente i figli di famiglie bisognose.

 

La mamma che lotta per i suoi figli

Mariangela Tarì, 47 anni, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per la sua preziosa, intensa e appassionata testimonianza delle difficoltà quotidiane legate alla condizione di caregiver familiare". Insegnante di sostegno. Madre di una bambina disabile, e di un bimbo colpito a 5 anni da un tumore al cervello. È autrice del libro “Il precipizio dell’amore” che trae origine da una lettera pubblicata sulla prima pagina de La Repubblica nel 2018, prima testimonianza pubblica della vita della sua famiglia e di quanti condividono il compito di prendersi cura: i caregivers. Veronese, racconta anni di lotta quotidiana contro la malattia, la burocrazia e il continuo esercizio “di forzare la felicità”. Ma comunica anche la spinta a farsi promotori di qualcosa di importante. Si legge: “Il dolore è come l’amore, è una potenza creatrice”. Con questo spirito ha fondato l’associazione di promozione sociale “La Casa di Sofia” (a cui è devoluto il ricavato del libro) che si occupa di migliorare la qualità della vita dei bambini con disabilità o gravemente malati attraverso la terapia ricreativa. È impegnata nella sensibilizzazione sulla condizione dei caregivers e sul tema del ‘dopo di noi’. Ha scritto: “siamo circondati da persone che nascondono nella loro borsa dei pannolini arrotolati, questa è una storia grande che riguarda tutti… Il mio desiderio, la ragione per cui ho scritto questo libro, è di riuscire almeno un poco a trasformare un ragionamento astratto in una sensazione (…). Se, una volta spento il faro, la sensazione rimasta sarà di empatia, allora qualcosa di buono sarà stato fatto, perché la cura più importante di tutte è solo la relazione tra le persone. Le regole del gioco le si cambia stando insieme, stando in ascolto”. Sulla questione del ‘dopo di noi’ stigmatizza: “Alla politica chiedo di non portarmi a pregare che mia figlia muoia un secondo prima di me”.

Ultimo aggiornamento: 14 Novembre, 09:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA