Giochi 2026, Bolzano trova l'intesa col governo e aiuta Cortina per la pista di bob

Giochi 2026, Bolzano trova l'intesa col governo e aiuta Cortina per la pista di bob
La Giunta provinciale di Bolzano ha raggiunto l'intesa con il Governo per le Olimpiadi del 2026. L'esecutivo altoatesino ha siglato  un accordo con le Regioni e le città coinvolte nella candidatura (Cortina e Milano). Un'intesa è stata trovata anche sull'eventuale utilizzo post olimpico dell'impianto di bob e slittino di Cortina. Il prossimo 2 aprile ci sarà un sopralluogo degli 8 membri della Commissione Cio, il Comitato olimpico, ad Anterselva. «Stiamo lavorando a ritmi elevati per la candidatura con i colleghi di Veneto, Lombardia e Trentino.

Ora andranno firmati gli schemi di garanzia del Comitato olimpico», ha detto il governatore, Arno Kompatscher. A garanzia della candidatura, ha poi precisato il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, verranno realizzati degli interventi di miglioramento della mobilità pubblica, uno degli esempi sarà il completamento della variante di Val di Riga. Sempre nell'ottica di rendere accattivante la candidatura, Kompatscher ha quindi parlato della pista da bob "Eugenio Monti" di Cortina. Per intervenire sulla struttura, ha detto Kompatscher, Cortina potrà attingere dal Fondo comuni confinanti, in cui ogni anno Trentino e Alto Adige versano 80 milioni di euro.


Oltre all'impegno per il supporto alla candidatura unitaria sottoscritta da Governo italiano, Regioni Veneto e Lombardia e altre città coinvolte, la Giunta ha approvato l'accordo quadro sugli investimenti per i lavori sulle infrastrutture per adeguarle agli standard richiesti e garantirne l'accessibilità prevista per gli sport paralimpici. Capitolo fondamentale anche quello dei trasporti, oggetto di un accordo con Rfi per il completamento della variante della val di Riga entro la data di apertura dei Giochi. Obiettivo: garantire un collegamento diretto tra Pusteria e Bolzano, con risparmio di tempo di circa 15 minuti e l'incremento 750.000 nuovi utenti.

«Coinvolgere nella candidatura tutto il territorio delle Dolomiti è un'occasione importante per valorizzare una zona unica al mondo dal punto di vista ambientale e paesaggistico, come confermato dalla tutela Unesco. Per questo motivo appoggiamo con convinzione l'idea di una candidatura che sia rispettosa del territorio e che non abbia un impatto pesante sull'ambiente grazie all'utilizzo delle strutture esistenti, come il centro biathlon di Anterselva, e senza opere faraoniche» ha sottolineato il presidente della Provincia Arno Kompatscher. Il presidente ha poi aggiunto che per la realizzazione e l'adeguamento degli impianti di Cortina, come ad esempio quello di bob e slittino, potranno essere utilizzate risorse del Fondo comuni confinanti. (A
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Martedì 19 Marzo 2019, 14:53






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4 di 4 commenti presenti
2019-03-20 10:43:40
Intanto le Olimpiadi, se mai ci saranno assegnate, saranno le Olimpiade italiane e non del del lombardo veneto inoltre, la rovina dell’Italia sono proprio le regioni
2019-03-19 17:24:42
Caro sig. ziakko, i "veneti" non sono una popolazione, né un territorio. “Veneto” non è un territorio, il territorio appartiene al Paese. Non è una storia, né antica (non sono “veneti” gli antichissimi palafitticoli che utilizzavano la grafia etrusca), né ha nulla a che vedere, con il ducato di Venezia spirato definitivamente nel 1797, che è tutt’altra cosa), né con gli Asburgo-Lorena. Non è una lingua e nemmeno un dialetto, non è una cultura, né un folclore. “Veneto” è soltanto il nome scelto arbitrariamente dalle segreterie romane della Dc e del Pci nel 1970, senza alcuna consultazione (al posto di quello preesistente fin dal primo processo di unificazione del Paese di Venezia Euganea), di una delle 20 Regioni italiane. Una Regione italiana è soltanto un ente amministrativo-burocratico temporaneo con alcune deleghe delimitate su alcune competenze attribuitegli dallo Stato, al pari di Province, Comuni, ecc. e nulla più. Sull’inutilità e la confusa finalità delle Regioni introdotte nel 1970, ecco cosa ebbe a dire Francesco Cossiga (Dc) e Presidente della Repubblica: “Esse furono dunque varate per motivi eminentemente di equilibrio politico, non perché le si ritenesse necessarie per una migliore organizzazione dello Stato; insomma, bisognava dare un po’ di potere ai comunisti lì dove erano più forti: in Toscana, in Emilia Romagna, in Umbria”.
2019-03-19 17:19:20
Ma veramente corro il rischio di sobbarcarmi i costi delle olimpiadi? Non si potrebbe fare che chi le vuole e pasteggia se le paga?
2019-03-19 15:31:49
Nel 2019, anzi nel 2026, i veneti ancora con cappello in mano a Bolzano?! Ma cambiera' mai questa italia della malora?