Strage sulle Alpi, Messner: «Con tormenta "whiteout" perdi la testa, ho capito cosa è successo»

Martedì 1 Maggio 2018
Strage sulle Alpi, Messner: «Con tormenta "whiteout" perdi la testa, ho capito cosa è successo»
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«Quanto ti trovi nel whiteout, una sorta di nebbia di neve e vento gelido fortissimo, non c'è colpa, perché non si vede più niente. Da quello che ho capito le condizioni erano queste e purtroppo è accaduta una tragedia». A dirlo, a proposito di quanto accaduto sulle Alpi ieri in Svizzera, è l'altoatesino Reinhold Messner. «In quelle condizioni - spiega - se metti una mano sul viso, la vedi, ma i piedi no. Basta essere a 100 metri da un rifugio ed è impossibile trovarlo».

«È una condizione che io ho vissuto almeno cento volte - racconta Messner - ma il problema è che se ti trovi in Antartide è grave, però non hai dei crepacci, mentre in montagna sì. Col vento forte e il freddo, come ho capito che è successo in Svizzera, se non hai un'esperienza estrema perdi la testa. La bufera ti butta giù e la morte è la conseguenza. Pensiamo che i vestiti, le scarpe e i gps che ci sono adesso ci rendano sicuri, ma la montagna è sempre pericolosa. Servono se puoi arrivare al riparo, ma se ti fermi non bastano come aiuto».

«In quelle condizioni - prosegue - per un pò si riesce a muoversi, poi non più, subentra la disperazione. Forse la guida sperava di arrivare al rifugio. Morto lui poi gli altri probabilmente non sapevano cosa fare». «Da decenni - conclude parlando in generale - gli incidenti in montagna sono più o meno lo stesso numero, un pò più sull'Himalaya, perché va più gente. È successo anche a un italiano nelle ore scorse, ma la sua tenda è stata portata via dal vento con lui dentro. Non poteva salvarsi».

Ultimo aggiornamento: 3 Maggio, 12:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA