Zaia: «Accelerare su terza dose, gli anziani a 10 mesi dalla prima sono a rischio». Monoclonali: 738 casi chiusi, l'89% è guarito Video

Lunedì 6 Settembre 2021 di Raffaella Ianuale
Luca Zaia in diretta oggi 6 settembre 2021 per gli ultimi aggiornamenti sulla pandemia in Veneto
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Luca Zaia torna in diretta oggi, 6 settembre 2021, dalla sede della Protezione civile di Marghera per gli ultimi aggiornamenti sulla pandemia in Veneto. Dopo aver presentato il piano di previsione dei contagi elaborato dal dipartimento di Prevenzione della Regione - che annuncia 60 persone in terapia intensiva e oltre 17mila contagiati tra una ventina di giorni - il governatore illustra le ultime novità a ridosso dell'apertura delle scuole. 

Vaccino obbligatorio agli studenti

Proprio ieri sera il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi ha aperto alla possibilità che l'obbligo vaccinale venga esteso anche agli studenti delle scuole italiane. Oggi l'anno scolastico riparte da Bolzano, poi via via le altre regioni: il 13 toccherà al Veneto. «Credo sia necessario fare appello alla maturità dei ragazzi - ha continuato nel corso di un'intervista a SkyTg24 il ministro - che più di tutti gli altri hanno risposto al nostro appello a vaccinarsi». Tuttavia: «Il governo responsabilmente userà tutti gli strumenti».

Il governatore veneto

Il presidente Zaia, dopo aver presentato il bollettino veneto con 274 nuovi casi nelle ultime 24 ore, parla di necessità di sapere quanto prima dal governo come procedere con la terza dose, perché gli anziani veneti che hanno ricevuto le somministrazioni a gennaio sono a quasi dieci mesi dalla vaccinazione. Se è vero che la copertura degli anticorpi diminuisce, potrebbero essere a rischio contagio. Si è parlato anche di cure "monoclonali" che hanno coinvolto 738 pazienti con terapia già conclusa, dei quali l'89% è guarito.

 

IL BOLLETTINO

Test molecolari 6.461.000 e test rapidi 6.651.000. I nuovi posititi in 24 ore sono 274 con incidenza del 2,10% sui tamponi. 13.242 le persone in isolamento; 458.477 i positivi da inizio pandemia a fronte di 13 milioni di tamponi effettuati. Pazienti ricoverati 284 (+9), dei quali 233 (+6)  in area non critica e 52 (+3) in terapia intensiva. 11.701 il totale dei morti da inizio pandemia.

La curva non scende

La curva dei positivi non flette, quindi non c'é remissione dell'infezione - dice Zaia - ma la situazione è gestibile. Oltre l'80% delle persone in terapia intensiva non è vaccinata e oltre il 70% dei ricoverati in corsia non è vaccinato. Faremo e diffonderemo a breve la suddivisione dei Comuni segnalando i più virtuosi sul fronte vaccinale.

Autonomia

Ai giornalisti che hanno chiesto un commento sulla vicinanza del segretario della Lega Matteo Salvini e della leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni che si sono abbracciati davanti alle telecamere prima di lasciare il Workshop Ambrosetti di Cernobbio, facendo "prove tecniche di governo", Zaia commenta: «Ringrazio Fratelli d'Italia che ha sostenuto l'autonomia, sono altri che in Veneto erano contro. L'autonomia è nella nostra Costituzione e FdI sostiene la Carta. Ricordo una frase di Einaudi, "Il Risorgimento sarà finito quando tutti avranno la loro autonomia". L'autonomia non è assolutamente qualcosa di concluso, ma si va avanti a discutere».

Lettera al premier

«I cinque punti individuati da Salvini per contrastare la pandemia? Sono d'accordo su tutti e cinque - dice Zaia sulla posizione della Lega nel contrasto alla pandemia indicata dal leader del Carroccio - C'è stato un confronto sereno con i Governtori che hanno portato la loro esperienza. Sono cinque i punti che sono nell'agire, nel pensare, nell'operare di tutti i colleghi Governatori. C'è il punto sulla volontarietà, per me imporre il vaccino è una sconfitta sociale, sul Green pass si chiude una volta per tutte, non restrittivo alla francese, ma aperto a delle categorie. Poi ci sono delle categorie per le quali ci vuole molta attenzione, come i non vaccinabili ai quali non viene riconosciuto il tampone gratuito. Qui ci sono tutti i presupposti per l'esenzione. Poi ci sono i govanissimi che fanno sport e non si possono fare un tampone a settimana. Il primo punto è quello principale: riconoscere la forza dei vaccini, naturalmente rispettando le persone».

Paura del vaccino

Tra i non vaccinati ci sono quelli che non possono farlo per problemi di salute - prosegue - chi non è contrario ai vaccini, ma non vuole fare questo tipo di vaccino e infine ci sono le persone che hanno paura di questo vaccino. La paura è un sentimento che va rispettato.

Green pass

Sul Green pass nella Pubblica amministrazione dobbiamo attendere il provvedimento del Governo, ad oggi non abbiamo elementi - dice Zaia rispondendo ai giornalisti - Nel momento che ci sarà il provvedimento ci saranno gli strumenti per il controllo, sapremo quanti sono vaccinati e agiremo di conseguenza, come avvenuto per il personale sanitario. Certo che se ci sarà un provvedimento lo faremo rispettare.

Terza dose

Questo tema ci sta preoccupando - dice Zaia - è necessario che decidano presto, i nostri anziani arrivano ad ottobre con dieci mesi di vaccinazione. Se la carica degli anticorpi diminuisce è importate mettere in sicurezza gli anziani e le categorie fragili che hanno ricevuto le dosi per primi.

La scuola

La scuola non è di nostra competenza e a giorni presenteremo il progetto delle scuole sentinella - dice Zaia.

E ai giornalisti che chiedono la sua posizione sull'obbligo di Green pass a scuola precisa che la scuola è obbligatoria per gli studenti fino a 16 anni e il vaccino no. Quindi il Green pass non può diventare obbligatorio, altimenti chi non ce l'ha non potrebbe frequentare le lezioni

Anticorpi monoclonali

La dottoressa Giovanna Scroccaro, direttore del settore "Farmaceutico, protesica, dispositivi medici" della Regione Veneto: gli anticorpi monoclonali ci sono da marzo, ma inizialmente l'Agenzia del farmaco diceva che andavano utilizzati solo per pazienti con fattori di rischio come è il caso di obesi, ipertesei, diabetici. Ora il faramaco è più fruibile e va usato nei primi cinque giorni dal contagio, perché evita il rischio di essere poi ricoverati. Per queste cure la Regione ha previsto il forte coinvolgimento dei medici di medicina generale che individuano i pazienti candidati al trattamento. La segnalazione del medico entra in un portale che viene vista e il farmaco viene somministrato in ospedale con pazienti che sono però in cura domiciliare.

1167 curati con cellule monoclonali

In Italia sono 8.434 i trattamenti con monoclonali, 1167 in Veneto. Siamo la seconda Regione in Italia per l'utilizzo di questa terapia - dice Scroccaro -. In tutta Italia sono tre le regionei, tra cui la nostra, che fa il maggior numero di questi trattamenti. Nell'ultima settimana in Veneto 109 pazienti sono stati trattati con monoclonali. Vorremmo arrivare a 200 pazienti a settimana. Abbiamo 738 casi chiusi, l'89% non ha avuto bisogno del ricovero, il 10% invece è finito in ospedale e il 5% è deceduto ma aveva altre patologie, quindi sono casi Covid correlati e sono in tutto 4. Il farmaco è ben tollerato, le reazioni sono state poche e molto lievi.

Ultimo aggiornamento: 7 Settembre, 13:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA